venerdì 21 dicembre 2018


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1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?

Non saprei identificare un momento preciso in cui l’ho sentita nascere. Inventare storie mi è sempre piaciuto, che si trattasse di un gioco o di un compito in classe a “tema libero”, il mio cervello partiva a raffica a pensare e immaginare. Persino Chain-smoke è partito come una carrellata di pensieri e azioni, e solo dopo tanto riflettere e parlare è divenuto il libro completo che è adesso.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?

Uhm, in linea di massima sì. Non ho gusti o generi predefiniti sulla musica da ascoltare quando scrivo. Dipende sempre dalla situazione, lo stato d’animo oppure il capitolo che sto affrontando in quel preciso istante. Poi, ci sono delle volte in cui ho bisogno del silenzio più completo, perché il passaggio che ho per le mani è molto delicato, o complicato da descrivere, così cerco di evitarmi le distrazioni.

Non seguo una routine precisa quando scrivo: può capitare che riascolti gli stessi pezzi quando lavoro su un progetto lungo, allora in quel caso le canzoni e la musica diventano una specie di colonna sonora del progetto, ma in tutta onestà preferisco non rimanere fossilizzata a lungo sulle stesse.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?

Cerco di creare i personaggi il più lontano possibile dalla persona che sono, ma qualche volta è successo che qualcuno ami un film che piace anche a me, o gli piaccia cucinare un piatto che io cucino spesso…

Max per il carattere e il modo di gestire, è il personaggio più diverso da me di cui abbia mai scritto, ma anche lui, ad esempio, vive nel mio stesso disordine organizzato, anche se in questo caso è stato volutamente esasperato e reso molto meno organizzato.

E, sempre Max, possiede qualcosa che ho sempre desiderato fare, ma ho sempre rimandato, per un motivo o per l’altro: piercing.

4) Il genere che preferisci scrivere?

Sono una lettrice onnivora. Nel corso degli anni ho spaziato tra diversi generi, e sto desidero fare lo stesso anche come scrittrice. Mi piace scrivere di personaggi che vivono in situazioni complicate, a volte quasi al limite, che lottano con le unghie e con i denti per guadagnarsi anche solo un minimo di serenità. Le ambientazioni urbane, con all’interno città in stato di decadimento, o con una doppia faccia, dove il marcio e l’ipocrisia vengono celate dietro una facciata di perbenismo, sono quelle che prediligo, e sono contenta di essere riuscita a scrivere una storia dove poter amalgamare i personaggi con questo tipo di ambientazione.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura

A costo di guadagnarmi sguardi di disapprovazione… Twilight di Stephenie Meyer. Lessi il libro durante una delle classiche fasi da adolescente in crisi. Da anni non mi dedicavo alla lettura in modo serio, quando questo titolo mi è capitato sottomano ho provato… e mi sono innamorata di nuovo della lettura, poi, gradualmente, ho iniziato anche a scrivere.

È passato un bel po’ di tempo da allora, ho trovato libri molto più belli e interessanti, ma credo sia giusto ricordare che è stato questo libro a spingermi dietro lo schermo. Se questo è stato un bene o un male, comunque, lo decideranno i lettori (ride)

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?

Non ho una preferenza, ma credo che debbano essere ben dosati entrambi.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?

Leggere, in primo luogo. Guardare dei film, anche. A volte poi capita che se non riesco a scrivere a computer torno alla vecchia carta e penna, e quello che non veniva sul foglio digitale, inizia a scorrere fluidamente sul foglio vero e proprio. Altrimenti, se tutto questo non funziona, semplicemente stacco la spina e mi rilasso. C’è un tempo e un luogo per tutto.

8) Hai una beta reader per le tue storie?

Ne ho più di una: per intervenire meglio su un libro ne servono almeno tre.

9) Il primo libro letto?

Uhm, questa è una domanda tosta. Di libri ne ho sfogliati parecchi sin da piccolissima, ma era più un perdersi tra le figure e i colori che c’erano sul volume…

Onestamente sono indecisa tra Il mio nome è Stilton, Geronimo Stilton e Il mondo di Beatrix Potter. Ho sempre amato le storie con animali antropomorfi che vivono e si comportano come le persone, di fatti uno dei miei film preferiti di sempre è Le avventure Bianca e Bernie della Disney. Non so spiegarmelo, forse è l’ambiente reale e contemporaneo, che però conserva anche un lato infantile e fiabesco…

10) Il tuo libro preferito?

La Straniera di Diana Gabaldon a pari merito con Harry Potter e il principe mezzosangue di J.K. Rowling. Queste due autrici sono i miei capisaldi, come lettrice e come imbrattacarte.

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