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giovedì 9 marzo 2023

Intervista a Ellah K.Drake

 Benvenuti nel nostro angolo

Intervista a Ellah K.Drake


1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
Scrivo da quando ho imparato a usare carta e penna… Quindi, direi da sempre!

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
Sono innamorata delle colonne sonore e dei più grandi compositori esistenti, come Zimmer, Desplat, Morricone, Costantini, Einaudi… ma adoro molto anche le Epic Music. Non riesco a scrivere con canzoni parlate, devo ascoltare solo musica strumentale.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
In ogni mio romanzo c’è sempre qualcosa di me, del mio modo di essere, di agire, di pensare, del mio credo, eventi vissuti (drammatici o ironici) e poi romanzati, quello che mi piace oppure no. Difficile scrivere un romanzo che non abbia nulla di quello che sono o che penso o che vivo.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Ho scritto chick-lit, romance contemporanei, young adult, fantasy romance, thriller a sfondo esoterico, dark romance, mistery romance e anche un saggio spirituale autobiografico. Non ho un genere preferito, seguo l’ispirazione del momento, l’idea che reputo vincente. Tuttavia, è imperativo che le mie storie debbano parlare d’Amore, anche se irte di ostacoli, ed essere piene di luce e speranza.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura
Non è stato un libro, bensì una persona che, leggendo il mio primo romanzo, più di venti anni fa, mi esortò a continuare. Se non mi avesse spronato o insistito, credo non avrei mai intrapreso questa strada.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Ho sempre preferito ‘mostrare’ che ‘raccontare’, ma se devo essere sincera, più passano gli anni e più mi accorgo che ci sono situazioni che devono essere mostrate, altre invece che necessitano di essere raccontate. La migliore quindi è una commistione tra le due.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Ho attraversato un lungo blocco, durato molti mesi. Non c’è stato niente da fare: l’unica via per sbloccarmi è stata leggere, leggere, leggere.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
Le mie beta reader sono lettrici fantastiche incontrate durante il mio cammino come autrice di romanzi e diventate care amiche.

9) Il primo libro letto?
Un libro di poesie dei più grandi autori classici, a otto anni.

10) Il tuo libro preferito?
Ne ho molti, come anche autrici che amo e di cui leggo sempre tutto. Se proprio devo metterne uno in cima alla lista dei più amati, allora sicuramente Frankestein, di Mary Shelley.

Grazie a Ellah per la chiacchierata


Intervista a Carmen Trigiante

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Intervista a Carmen Trigiante


1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
Da bambina amavo inventare storie. Ho iniziato raccontando ai miei genitori di episodi “mai avvenuti” a scuola, che avevano il sapore delle fiabe. Quando loro hanno compreso che si trattava di autentiche fantasie, dall’imbarazzante confronto con le maestre, hanno anche capito che dovevano rassegnarsi: probabilmente non sarei mai diventata né medico come mio padre, né commercialista… A dir il vero la seconda ipotesi mi è transitata dalla mente, per un periodo post liceo, tant’è che ho preso una laurea in Economia! Ma ho rimediato subito con una seconda laurea n Filosofia, giusto per “rassicurare” i miei genitori sul fatto che le mie intenzioni non erano affatto cambiate! Le mie passioni da bambina erano il disegno e la scrittura. Mi hanno accompagnato per tutta la vita, diventando entrambe la mia professione.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
Il suono multiforme della campagna su cui si affaccia casa mia.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
Il massimo. Forse anche troppo! L’ultimo romanzo, “La prigione delle Favole Sole”, è rimasto in standby per diversi anni, proprio perché quando ho iniziato a scriverlo lavoravo ancora come sceneggiatrice e aiuto regista… e il romanzo parla di una regista/sceneggiatrice che uccide un produttore cinematografico… insomma, avrebbero potuto arrestarmi! 

4) Il genere che preferisci scrivere?
Amo tutto ciò che può esprimere emozioni forti. Adoro il noir, ma se non c’è un pizzico di sarcasmo non mi soddisfa. La vita è irona.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura
“Candido, ovvero l’ottimismo” di Voltaire.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Da sceneggiatrice, adoro la visione cinematografica del discorso diretto, che faccia parlare il protagonista. Il racconto degli stati d’animo e delle ambientazioni che hanno su di essi un ascendente, purché incisivo e non prolisso, rappresenta un supporto idoneo ad entrare nella scena.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
In genere non mi blocco. Quando inizio a scrivere, devo avere già in mente tutta la storia: ci ho già lavorato nelle infinite notti precedenti, accompagnandola ai mie sogni (ops: incubi, talvolta… come potrete immaginare se leggerete la prima scena del mio libro! 

8) Hai una beta reader per le tue storie?
Mio padre è un filosofo e lettore straordinario. Non potrei desiderare di meglio: preciso, maniacale per le forme grammaticali e per la chiarezza espressiva, instancabile nel confronto. In più medico legale… quindi!
Mio marito, invece, da “addetto ai lavori” è il mio punto di riferimento per ogni incongruenza “procedurale”. Idem mio fratello e mia cognata. Ho una famiglia che nella vita “fa thriller”, io sono l’unica che si limita a scriverli 

9) Il primo libro letto?
Ops… Alice nel Paese delle Meraviglie? Penso di sì.

10) Il tuo libro preferito? 
Amo la saggistica filosofica, che è la base per i miei romanzi. Amo Freud. Lo stra-amo. Quindi direi a gran voce: Il disagio della civiltà. Seneca “La brevità della vita”. Aggiungo “La Metamorfosi” di Kafka. Verga, De Crescenzo e, naturalmente… i gialli di Camilleri (amo il dialetto siciliano). In più mi piace molto leggere i romanzi degli autori emergenti: molti di loro hanno una carica esplosiva che va oltre le logiche di mercato.

Grazie a Carmen per la chiacchierata



Intervista a Allyson Taylor

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Intervista a Allyson Taylor


1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
La mia passione per la scrittura è nata in un modo un po' particolare. Ero alle prime armi, mi piaceva molto leggere ed ero un po' sconfortata dal fatto che trovare un lavoro si stava rivelando più difficile di quanto pensassi. Così, dopo aver sentito parlare del self publishing, ho deciso di provare a scrivere un libro e autopubblicarlo per cercare di guadagnare qualcosa. È nato tutto un po' per caso, e non avrei mai pensato che, a distanza di anni, la scrittura sarebbe diventata una parte tanto importante della mia vita. Ora non posso immaginare un futuro senza.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
Onestamente quando scrivo preferisco il silenzio più assoluto o il rumore della pioggia. La musica tende a distrarmi perché le emozioni che evocano le canzoni possono essere diverse da ciò che sto scrivendo, per questo motivo ho bisogno di concentrazione per poter immedesimarmi. Piuttosto, ascolto musica quando sono in cerca di ispirazione, perché mi permette di viaggiare con la mente.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
Dipende, è una domanda un po' difficile. A volte niente, a volte qualcosa. Di solito viene naturale e neanche me ne accorgo, ma posso dire che in alcune mie opere è presente qualcosa di me. Ad esempio, in Unexpected la protagonista si trova in una situazione di difficoltà a causa di un terremoto. Io non ho vissuto tutto quello che ha sperimentato lei, ma posso affermare di aver provato la paura e il senso di smarrimento e impotenza causate da un terremoto.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Io sono un'eterna romantica, adoro leggere storie d'amore e guardare commedie romantiche. Per questo motivo mi piace scrivere romanzi rosa. Forse, però, un giorno potrei spostarmi su un altro genere... Mai dire mai.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura
Penso di non avere un libro che mi ha spinto e introdotto nel mondo della scrittura. È stato piuttosto naturale. Ma se c'è un libro che mi ha dato la forza e il coraggio di fare un tentativo di pubblicazione tramite casa editrice, è senza ombra di dubbio Homeless. È stato il mio secondo libro, ma quello che mi ha dato la spinta necessaria per provare a propormi.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Diretto. Assolutamente. Penso che coinvolga di più rispetto al discorso indiretto.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Domanda da un milione di dollari. Come ho detto prima, quando sono alla ricerca di ispirazione ascolto della musica, possibilmente qualcosa di molto carico e che dia un sacco di energia. Ma purtroppo non è un metodo infallibile per far apparire delle idee dal nulla. Quando sono in pieno blocco dello scrittore (e capita più spesso di quanto voglia ammettere), mi prendo una pausa e leggo, oppure mi metto a cucinare per liberare la mente, che inevitabilmente torna sempre al punto in cui mi sono bloccata.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
Certo, ho qualcuno di mia fiducia che legge i miei romanzi una volta terminati per darmi un parere completamente onesto e senza indorare la pillola. È molto importante per me.

9) Il primo libro letto?
Credo fosse Cinquanta sfumature di grigio. Mi ha iniziata al mondo dell'assidua lettura. Prima leggevo ogni tanto, ma non con costanza, e in particolare mi limitavo alle letture scolastiche. Dopo il libro di E. L. James, ho deciso di provare a leggere romance un po' più soft e me ne sono innamorata.

10) Il tuo libro preferito?
Non ho un libro preferito, perché ce ne sono molti che mi hanno conquistata. Posso però dire che adoro i romanzi di Colleen Hoover, Brittainy C. Cherry, Jewel E. Ann e Tracey Garvis Graves. Tra i più belli che ho letto ci sono Il mondo visto da Annika Rose, Verity e I battiti dell'amore.

Grazie a Allyson per a chiacchierata

Intervista a Mariarosaria Guarino

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Intervista a Mariarosaria Guarino


1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
La mia passione per la scrittura è maturata negli anni e nasce principalmente dall’amore per la lettura. Già da bambina, infatti, trascorrevo il tempo libero col naso immerso in ogni tipo di storia. Dopo aver letto decine di libri, sognare di scrivere un racconto che fosse nato dalla mia immaginazione è stata una tentazione troppo forte, così ci ho provato.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
Di solito nulla, preferisco il silenzio, ma dei romanzi scritti finora due hanno richiesto un “aiuto” e, in quei casi, è stata la musica classica a supportarmi nella stesura della storia che stava prendendo forma nella mia testa. Violino e pianoforte sono stati, in quelle occasioni, i miei compagni di viaggio.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
Di solito molto, perché credo che scrivere sia il modo per esprimere la parte migliore di me. Mi nascondo nei personaggi mostrando ciò che sono o quello che vorrei essere, mi celo dietro sarcasmo e battute pungenti, trovando al contempo conforto negli abbracci che distruggono, pezzo dopo pezzo, timidezza e incertezze.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Di solito il fantasy: distopici, urban, paranormal, ho sperimentato un po' di tutto, ma non disdegno il romance e devo ammettere che di recente mi sto cimentando in questo genere, perseguitata da personaggi che richiedono la mia attenzione 😊. Seguo molto l’istinto, quando si tratta di scrivere, e inseguo l’ispirazione, ovunque essa mi porti.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura.
La spada di Shannara di Terry Brooks. È stata la prima saga fantasy che ho letto e di certo, il mio romanzo d’esordio è nato seguendo l’impronta di quella storia. Non è un libro che ho pubblicato perché, quando l’ho scritto, ero solo una ragazzina, ma ritengo che La spada di Shannara abbia spalancando le porte della mia immaginazione.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Preferisco il discorso diretto, perché mi piace l’idea che i protagonisti possano fare ascoltare le loro voci al lettore.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Di solito mi basta distrarmi per riuscire a ritrovare la strada dell’ispirazione.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
Sì, ne ho due e non smetterò mai di ringraziarle perché senza di loro, probabilmente, tutte le mie storie sarebbero chiuse in un cassetto. Grazie ad Anna Zarlenga e ad Annamaria Bosco per il supporto costante e la loro amicizia.

9) Il primo libro letto?
Ho cominciato a leggere da bambina, per questo i miei primi libri sono stati le fiabe di Charles Perrrault, dei fratelli Grimm e di Hans Christian Andersen. Crescendo ho poi scoperto Le mille e una notte, Tom Sawyer e molti altri romanzi meravigliosi che mi hanno permesso di far volare la fantasia.

10) Il tuo libro preferito?
Se devo sceglierne uno, dico La spada della verità di Terry Goodkind, ma potendo elencarli tutti credo che la lista comincerebbe qui per terminare chissà dove…


Grazie a Mariarosaria per la chiacchierata




lunedì 6 marzo 2023

Intervista a Alessandra Apruzzese

 Benvenuti nel nostro angolo

Intervista a Alessandra Apruzzese


1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
Come disse Merylin Streep nel discorso di premiazione di un Golden Globe, “Prendete il vostro cuore spezzato e fatene arte”

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
Nulla, evito le fonti di distrazione.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
Cent per cent.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Saggistica.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura
Non c’è stato un libro in particolare.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Entrambi.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
La disciplina è fondamentale: mi organizzo con una tabella di marcia giornaliera.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
No.

9) Il primo libro letto?
Libri di favole ma non ricordo quale.

10) Il tuo libro preferito? 
Delitto e Castigo

Grazie a Alessandra per la chiacchierata


Intervista a Sara Mari

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Intervista a Sara Mari



1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
La mia passione per la scrittura è nata per caso. Ho sempre amato leggere, fin da piccola divoravo libri più che merendine. Negli ultimi anni, con la scoperta di Wattpad mi si è aperto un nuovo mondo e ho scoperto che mettere nero su bianco le mie idee, le cose che volevo raccontare, era anche un ottimo metodo per ridurre lo stress. Ho iniziato così, ma ci son voluti anni prima di decidermi a pubblicare le mie storie.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
In tema di musica mi lascio trascinare dal momento. A volte, specialmente quando sono in fase di revisione, preferisco il silenzio. Mentre scrivo invece di solito lascio accesa la radio e mi prendo ciò che passa, oppure mi fisso su due, tre canzoni che esprimono ciò che voglio scrivere, un sentimento, una situazione e le ascolto a ripetizione.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
C’è sempre qualcosa di me nelle mie opere. Un avvenimento, un aspetto fisico, caratteriale, una certa reazione. In alcuni c’è molto di me, in altri provo invece ad estraniarmi e diventare qualcosa di diverso.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Direi rosa. Il romance nelle sue sfumature mi piace, diverte, appassiona. Vorrei cimentarmi in un urban fantasy o paranormal romance prossimamente.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura
Non è un libro, ma una persona. Ha amato quel che scrivo al punto da dirmi “ma perché non li pubblichi scusa?” e non ha mollato, anche quando mi facevo mille paranoie. Devo imparare tantissimo ancora, ma lavoro per migliorare.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Amo i battibecchi, le battute sagaci, quindi discorso diretto anche se certe volte niente riassume una situazione o uno stato d’animo come un bel discorso indiretto.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Mi aiuta la lettura di un bel fantasy. Abbandonare la scrittura, non ostinarmi a scrivere anche quando non viene niente di buono. Metto tutto in un cantuccio, mi prendo un momento o anche giorni per me, per fare tutt’altro, finché la storia non torna nella mia testa, con un’idea nuova, una prospettiva diversa.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
Ne ho due, fisse. Poi ogni tanto ne corrompo altre due o tre che leggono varie cose e mi faccio dare un parere. Di solito con la promessa di aperitivi.

9) Il primo libro letto?
Domanda difficile. Non me lo ricordo. Ho libri a cui sono molto legata fin dall’infanzia, come i Topolino che mamma mi comprava ogni mercoledì. Ecco, forse quelli. Poi Il piccolo principe e anche Ventimila leghe sotto i mari.

10) Il tuo libro preferito?

Troppi per fare una scelta. Diciamo che in base allo stato d’animo ho quello “di conforto” e che mi appassiono alle saghe, che amo rileggere, come Harry Potter.

Grazie a Sara per la chiacchierata

Intervista a Erika Orrù

 Benvenuti nel nostro angolo

Intervista a Erika Orrù


1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
Ho sempre amato scrivere. Ma ho iniziato a prendere sul serio questa passione quando ho scoperto Wattpad. Mentre leggevo opere di altre persone, in me è nata la voglia di mettermi in gioco. È iniziato tutto un po’ per gioco, poi la scrittura è diventata una costante nella mia quotidianità.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
Mentre scrivo mi piace ascoltare canzoni con un ritmo lento e dall’aria malinconica. Lana Del Rey mi accompagna quasi sempre, altre volte invece preferisco scrivere immersa nel silenzio.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
Inconsciamente, nelle mie opere metto me stessa al cento per cento. Tutti i miei personaggi hanno un pezzo di me, alcuni in modo positivo e altri in modo negativo. In fondo, scriviamo per dare voce ai nostri pensieri più profondi.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Una volta ho provato a cimentarmi in un fantasy, ma ho capito che non è il genere adatto a me. Preferisco scrivere di storie d’amore burrascose, adolescenti inquieti che hanno bisogno di trovare uno scopo per poter illuminare il loro futuro. Sono i soliti cliché, non lo nego, ma ho sempre avuto un debole per questo tipo di racconti. Sono del parere che si deve scrivere di ciò che ci piace. Per me questo conta moltissimo quando decido di delineare la trama di un nuovo progetto.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura
In realtà non c’è un libro in particolare che mi ha spinta a buttarmi in questo meraviglioso mondo. Come ho spiegato nella prima domanda, è stato Wattpad a darmi quella spinta necessaria per iniziare questo lungo percorso. Quindi devo ringraziare tutte quelle persone che, all’interno della piattaforma, hanno reso il mio sogno qualcosa di molto più concreto.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Direi entrambi, secondo me dipende soprattutto dal contesto e dal proprio stile.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Quando vengo sopraffatta dal blocco dello scrittore, decido di fermarmi per un brevissimo periodo e cerco di tenere la mente leggera. Mi dedico ai film, alle serie tv e leggo più del solito. In sostanza, cerco di ritrovare l’ispirazione. È un metodo che mi aiuta tantissimo.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
No, lavoro completamente da sola.

9) Il primo libro letto?
Dunque, da piccola mi piaceva leggere ma non lo facevo come lo faccio ora. Il libro che ha acceso in me l’amore verso la lettura, è sicuramente La ragazza del treno di Paula Hawkins. E questo mi porta all’ultima domanda…

10) Il tuo libro preferito?
Con La ragazza del treno è stato amore a prima vista. È un libro coinvolgente, ti induce a riflettere su molte cose e ti immedesimi così tanto nei personaggi da sentirti parte integrante della storia.

(Apro una piccola parentesi per ringraziarti per questa opportunità. È stato un piacere rispondere alle domande. Grazie, davvero.)

Grazie a Erika per la chiacchierata

lunedì 27 febbraio 2023

Intervista a Enrico Pedace

 Benvenuti nel nostro angolo

Intervista a Enrico Pedace 


1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
Sicuramente dalla lettura, che mi accompagna fin da quando ho imparato a farlo. Ricordo che quando frequentavo le scuole medie disegnavo dei personaggi immaginari sul diario e poi a casa scrivevo le loro avventure su un quaderno. Quello è stato il mio primissimo romanzo che ho scritto.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
La musica fa parte, da sempre, della mia vita. Ogni scena che creo nella mia mente e che poi proietto su carta, amo accostarla a un brano musicale. Ascolto principalmente musica rock classic (Aerosmith, Bon Jovi, Queen, …), ma essendo un amante della musica a trecentosessanta gradi, amo ascoltare anche altri generi.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
Credo che ogni romanzo che un autore scrive, per quanto sia un’opera nata dal meraviglioso potere della fantasia e dell’immaginazione, contenga dei frammenti di vita vissuta. Per cui posso tranquillamente dire che anche il mio primo romanzo porta con sé delle piccole sfumature generate dalle esperienze da me vissute, direttamente o indirettamente.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Scrivendo il mio primo romanzo mi sono proiettato molto sul genere narrativa contemporanea, per cui credo che sia questo il genere in cui si rispecchia il mio stile.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura
Credo che la scrittura, più che coraggio, sia un’irrefrenabile desiderio di trasmettere qualcosa. È quasi un’esigenza che nasce dentro di noi e cresce fino al giorno in cui esplode in tutta la sua forza, ed è in quel giorno che la mente dà vita al nostro prezioso frutto.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Nella lettura amo immensamente i discorsi diretti. Per cui, quando scrivo, prediligo questa forma narrativa.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Ho imparato che la cosa migliore da fare, quando arriva il blocco della scrittura, è fermarsi per un po’ e lasciare che l’ispirazione torni da sola.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
Sinceramente no. Per il momento non avverto l’esigenza o comunque il desiderio di avere una tale figura di riferimento. Poi, ovviamente, mai dire mai.

9) Il primo libro letto?
“La più grande avventura di Rocambole” di Ponson Du Terrail.

10) Il tuo libro preferito?
“On the road” di Jack Kerouac. Credo sia uno di quei libri che andrebbe letto almeno una volta nella vita. Si tratta di un romanzo sicuramente molto particolare, scritto da uno dei padri della Beat Generation, ma che solo leggendolo si riesce a capire il vero senso di BEATitudine che Kerouac ha voluto trasmettere, descrivendo la sensazione di libertà nel vivere la vita fino in fondo.

Grazie a Enrico per la chiacchierata



mercoledì 30 novembre 2022

Intervista a Anita Cainelli

 Benvenuti nel nostro angolo

Intervista a Anita Cainelli


1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
Ho sempre scritto poesie, fin da quando ero bambina. Da adolescente scrivevo lettere a diversi destinatari, facenti parte della mia vita, che però mai spedivo. Sulla carta esprimevo tutto ciò che a parole mi risultava difficile, visto il mio carattere piuttosto introverso. Era tuttavia un modo per fare chiarezza dentro di me. Le conservavo in un quaderno che ho gettato in età adulta. Ora un po’ mi dispiace, era una testimonianza di quello che sono stata e che i ricordi non sempre riescono a preservare nitidamente.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
Ascolto solo i miei pensieri. La musica mi distrae, mentre i rumori di sottofondo, facenti parte del mio quotidiano non mi infastidiscono. A volte rispondo perfino a domande che mi vengono rivolte, oppure parlo al telefono, e nonostante tutto, contemporaneamente riesco ancora a seguire il filo del racconto e a scrivere qualche riga.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
Molto. I miei personaggi sono spesso malinconici, ma anche molto ironici. Proprio come sono io.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Ho scritto prevalentemente romance, però storie un po’ diverse dal solito. Mi piace mettere altre storie nella storia, affrontare tematiche anche serie, sullo sfondo di un filo conduttore. Mi sono cimentata recentemente anche nella scrittura di gialli e mi ci trovo a mio agio. L’importante, per me, è scrivere.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura
Nessun libro in particolare. Ho cominciato a scrivere il mio primo romanzo quasi per caso.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Il discorso diretto è stato per me un grande ostacolo. Non facile, ma indispensabile. Così l’ho introdotto con cautela nelle mie storie, provandoci fino a trovare un giusto compromesso con il discorso indiretto e la parte descrittiva. Non è stato facile, ma ora mi ci sto abituando.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Leggere, pensare ad altro. Le mie trame si sviluppano in parte nella mia mente, di solito durante il noioso tragitto al lavoro, e in gran parte direttamente sulla tastiera. Quindi il blocco è passeggero. Almeno finora è stato così.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
Mia figlia Silvia. La mia più accesa sostenitrice. Scrittrice lei stessa, ha una competenza per me molto autorevole. La sua approvazione è la mia più grande spinta a proseguire con la scrittura.

9) Il primo libro letto?
Il piccolo Lord di F.H. Burnett

10) Il tuo libro preferito? 
Nulla è per sempre di Sidney Sheldon

Grazie a Anita per la chiacchierata

lunedì 28 novembre 2022

Intervista a Emma Altieri

 Benvenuti nel nostro angolo

Intervista a Emma Altieri


1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
Ho sempre amato mettere i miei pensieri su carta fin da quando ero piccola. Ho iniziato con diari e lettere, poi poesie e infine racconti e romanzi. In età adulta ho deciso di provare a pubblicare ed eccomi qui.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
Musica a tutto volume. Di solito si tratta di Queen, Coldplay, Muse, mi piace che sia molto ritmata, funziona come benzina che mi dà la carica mentre scrivo.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
Direi moltissimo. Di solito scrivo di cose realmente successe, posti che realmente ho visitato, persone che ho realmente conosciuto. Una parte di me è comunque sempre nei miei romanzi.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Scrivo romance contemporaneo in genere, ho scritto anche una serie sport romance, mi piace il suspence e forse un giorno mi cimenterò in altro, mai mettere limiti alla provvidenza.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura
E’ stata la serie dei disastri di Jamie Mcguire. Mentre leggevo parte della serie, di cui sono perdutamente innamorata, ho pensato dentro di me a quanto le mie storie assomigliassero a quelle della Mcguire come semplicità, così ho pensato che magari a qualcuno i miei romanzi sarebbero potuti piacere e ho provato.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Sicuramente preferisco il discorso diretto. Mi piace molto l’interazione che si crea fra il personaggio e chi legge. Credo che si instauri maggiore sintonia in questo modo.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Mi è successo spesso. Non c’è qualcosa in particolare. Credo che ognuno abbia i suoi tempi. Di solito mi fermo e rifletto su cosa c’è che non va per andare avanti. Rifletto, rileggo quello che ho scritto e quando sono pronta, riparto. Succede da se, è come uno strano meccanismo che ha bisogno di raffreddarsi per poi rimettersi in modo al momento opportuno.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
Si, ho la mia socia. Catherine BC è la mia beta reader ma anche l’autrice con cui scrivo a quattro mani quando capita e anche la mia collaboratrice nella Collana Editoriale che abbiano fondato insieme “Romance Angels Novels”.

9) Il primo libro letto?
Piccole Donne, come tante altre bambine. Ancora è nella mia libreria. Ci tengo davvero molto. Credo sia la lettura ideale per una bambina che si avvicina alla lettura per la prima volta.

10) Il tuo libro preferito?
Si tratta di “Il confine di un attimo” di J. A. Redmerski, è stato il primo libro che mi ha lasciato un segno sull’anima. Una storia davvero sconvolgente e travolgente. Un romanzo che non si dimentica.

Grazie a Emma per la chiacchierata

 



martedì 22 novembre 2022

Intervista a Paola Gianinetto

 Benvenuti nel nostro angolo

Intervista a Paola Gianinetto



1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
Si può dire che è nata con me. Scrivo da sempre, fin da quando ero molto piccola: a scuola ero sempre l’unica a essere felice nei giorni del tema in classe e a casa scrivevo diari e racconti, inventavo ogni sorta di storie. È da quei primi sogni a occhi aperti che nascono i miei libri.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
Di solito nulla. Amo la musica, ma mentre scrivo preferisco il silenzio, anche se all’occorrenza riesco a farlo ovunque: persino sul treno pieno di gente, o in spiaggia con i bambini che urlano. Quando scrivo ci siamo solo io e le mie storie, mi estraneo completamente dal mondo reale.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
Molto, come credo tutti. È impossibile scrivere un romanzo senza metterci dentro se stessi, le proprie esperienze di vita, tutto quello che siamo. Però, tranne qualche piccola eccezione, le mie storie non sono mai autobiografiche: se mi capita di raccontare qualche episodio del mio passato non è che una breve suggestione, magari qualche luogo che ho amato particolarmente, ma è sempre la fantasia che la fa da padrona.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Tutte le sfumature del romance. Paranormal, storici, contemporanei, new adult, sport romance… ormai i “sottogeneri” sono tanti, ma alla fine una storia d’amore è una storia d’amore, ed è quello che io amo scrivere. Ho scritto anche un romanzo giallo, è stata una bella sfida con me stessa che per mia grande gioia ho vinto, ma poi sono tornata al romance perché il primo amore non si scorda mai.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura
Credo che sia stato Twilight. Ai tempi leggevo tutt’altro, ma quel libro mi ha coinvolta così tanto che mi ha fatto venire voglia non solo di mettere nero su bianco le storie che avevo in mente da sempre, ma anche di farle leggere a qualcuno. Allora avevo già scritto Qui per te, il mio primo romanzo, ma è stato con Kyler, il primo dei Principi Azzurro Sangue, che è iniziata la mia vera avventura nel mondo dell’editoria.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Da lettrice come da scrittrice, credo che in un romanzo siano fondamentali entrambi: puoi scrivere una bellissima storia, ma se i dialoghi non funzionano tutto crolla. Così come i tuoi dialoghi possono essere perfetti, ma, se non riesci ad amalgamarli con tutto il resto, il tuo rischia di sembrare più una sceneggiatura che un romanzo. In questo io sono fortunata, perché da più di vent’anni il mio primo lavoro è scrivere dialoghi per la TV: quando ho cominciato con i romanzi avevo già un bell’allenamento alle spalle.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
A dire la verità, non mi succede praticamente mai. La voglia di scrivere è sempre con me e anche le storie da raccontare, quello che manca troppo spesso è il tempo. Però a volte mi capita di perdere il filo del discorso, o di non riuscire a visualizzare bene una scena che sto scrivendo, a non sentirla davvero mia. Allora smetto di scrivere, mi sdraio sul letto o sul divano e chiudo gli occhi: di solito tempo mezz’ora e ho tutto perfettamente chiaro in mente.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
Sì, ne ho alcune, anche se più che beta reader preferisco chiamarle amiche. Un paio sono colleghe scrittrici, persone che ammiro moltissimo e di cui mi fido ciecamente: nove volte su dieci mi ritrovo a essere del tutto d’accordo con loro, e anche la decima mi è comunque utile per fare qualche aggiustamento e migliorare una scena o un capitolo. Ho anche alcune lettrici che leggono i miei libri in anteprima e tengo in gran conto i loro suggerimenti: sono lo specchio dell’accoglienza che il romanzo avrà presso il pubblico, un piccolo sguardo al di là del tanto temuto momento della pubblicazione.

9) Il primo libro letto?
Non saprei dirti se è stato proprio il primissimo, ma un romanzo che mi è rimasto nel cuore da bambina è stato “Le tigri di Mompracem”. Amavo Sandokan alla follia, litigavo on le mie amiche perché doveva essere solo mio e sognavo di far fuori Marianna per potermelo sposareJ

10) Il tuo libro preferito?
Sono davvero tanti, ma forse il numero uno è “Il signore degli anelli”: per me è un capolavoro assoluto, Tolkien è uno dei pochi scrittori che si è davvero inventato un mondo che prima non esisteva. Un altro libro che mi ha cambiato la vita da ragazzina è stato “Il maestro e Margherita” di Bulgakov e, tra i romance, il mio preferito tra i classici è Jane Eyre e tra i contemporanei… sono troppi, ma se devo citarne solo uno ti dico “Lover Awakened” di J.R. Ward.


Grazie a Paola per la chiacchierata


giovedì 17 novembre 2022

Intervista a Brunella Borsari

 Benvenuti nel nostro angolo

Intervista a Brunella Borsari



1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
Dalla mia passione per le parole, pronunciate, lette, scritte. E da quella per le storie: sono curiosa, voglio sempre sapere come vanno a finire, anche quelle che scrivo io stessa!

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
Non riesco ad ascoltare musica mentre scrivo, e neppure mentre leggo. I suoni mi distraggono, ho bisogno di silenzio.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
Metto tutto di me, di quello che sento e che vivo, dei miei incontri e delle mie esperienze.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Narrativa, o come si dice ora fiction.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura.
Non è stato un libro, ma un luogo: Africa, precisamente Madagascar. Per diversi anni ho trascorso lì due mesi l’anno, e a un certo punto ho sentito l’urgenza di raccontare quel mondo così lontano dal nostro, in tutti i sensi. Emozioni, colori, incontri, storie che ascoltavo, tutto premeva per uscire ed è stata l’occasione per scrivere e per propormi con il mio primo libro.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Entrambi, anche se uso con parsimonia i dialoghi.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Lascio andare. Non mi forzo, assecondo la mia necessità di fermarmi. Poi l’energia ritorna, e mi rimetto a scrivere.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
Purtroppo no, solo occasionalmente.

9) Il primo libro letto?
Una raccolta di fiabe tradizionali, Biancaneve Cenerentola e La bella addormentata, con le illustrazioni della Disney. E’ un libro che conservo gelosamente, era talmente sciupato per l’uso che l’ho fatto rilegare. E’ stato il passaporto della mia fantasia di bambina.

10) Il tuo libro preferito?

Sono una lettrice appassionata, c’è più di un libro a cui sono molto legata. Se devo sceglierne soltanto uno, allora Il gattopardo, di Tomasi di Lampedusa: il fascino di un mondo che non esiste più, una storia d’amore, di rivalità femminili e sorellanza, un trattato di storia e un attualissimo saggio di politica.

Grazie a Brunella per la chiacchierata

mercoledì 16 novembre 2022

Intervista alla Nps Edizioni

 Benvenuti nel nostro angolo

Intervista alla Nps Edizioni



· Cosa ti ha spinto in questa avventura?
Buonasera a tutti.
“NPS Edizioni” è il marchio editoriale dell’associazione “Nati per scrivere”, attiva da anni, in Versilia e in Toscana, nella promozione della cultura del libro. Abbiamo iniziato promuovendo laboratori di scrittura e lettura creativa, incontri con l’editoria, presentazioni di libri e eventi letterari, per cui, col tempo, abbiamo deciso di fare un ulteriore passo, iniziando anche a pubblicare libri. Pochi, all’incirca sei o sette l’anno, in modo da dare loro tutta la nostra attenzione, per realizzare prodotti curati sia nel contenuto che nella grafica.

· C’è un motivo in particolare nella scelta del nome?
NPS è semplicemente la sigla di “Nati per scrivere”, il nome della nostra associazione (con sede a Viareggio).

· Perché hai deciso di metterti in gioco, anche se il settore dell’editoria non è tra più redditizi?
Purtroppo il guadagno è inesistente, quello che incassiamo dalle vendite dei libri lo investiamo nuovamente per sostenere le attività e le iniziative dell’associazione. Ma siamo comunque felici di produrre cultura, di qualità, sostenendo al qual tempo i validi e promettenti autori italiani.

· Parlaci un po’ delle tue passioni.
Ci piace leggere, scrivere e parlare di libri. Ci piace partecipare agli eventi letterari, come le fiere del libro, le rassegne o gli aperitivi letterari, tutte occasioni interessanti per condividere cultura. In particolare siamo appassionati di letteratura per bambini e ragazzi e di storie di folclore e di genere fantastiche, che sono le nostre collane principali.

· Ti occupi anche di altro?
Tutti i soci dell’associazione “Nati per scrivere” hanno un lavoro al di fuori dell’associazione, perché purtroppo, come dicevamo prima, riuscire a campare soltanto con le vendite dei libri e con le altre iniziative, sia pur numerose, è molto difficile, ma confidiamo in futuro di riuscirci.

· Il primo libro che hai letto e ti ha emozionato.
“Lo hobbit” di Tolkien, una storia deliziosa, per tutte le età. L’avventura fantastiche tutte le persone, stanche e annoiate dalla vanità del presente, vorrebbero vivere.

· Un autore con cui vorresti prendere un caffè.
Con Cecilia Randall, un’autrice che adoriamo, sia come persona che come creatrice di storie fantastiche.

· Quanto è difficile rifiutare un manoscritto di una persona amica?
Sicuramente non è semplice, richiede educazione, rispetto e coraggio, ma è pur vero che, se si vuol dare vita a una realtà che funziona e che pubblica testi di qualità, non possiamo permetterci errori e cadute di stile. Personalmente, se sapessi di essere stato pubblicato solo perché amico di qualcuno, mi farei dei dubbi e mi porrei delle domande sul mio lavoro e sulle mie qualità di scrittore. Meglio perciò una sana onesta verità, che incoraggiare e fomentare false speranze.

· C’è qualcuno che ti ha incoraggiato nel tuo progetto?
I nostri amici e familiari e tutti i sostenitori che negli anni hanno partecipato alle iniziative della nostra associazione, condividendo momenti ed emozioni insieme.

· Parlaci di te.
“La vita è quel che decidiamo di farne. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma quello che siamo.”

Vi lasciamo con una citazione di Pessoa.

Un saluto e grazie per averci ospitato.
Alessio Del Debbio
Direttore editoriale di NPS Edizioni
Presidente dell’associazione “Nati per scrivere”

Grazie alla Nps Edzioni per la chiacchierata


lunedì 14 novembre 2022

Intervista a Franco Giacoia

 Benvenuti nel nostro angolo

Intervista a Franco Giacoia


1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
La mia passione per la scrittura nasce dall’amore per i libri: già da bambino divoravo qualsiasi testo mi passasse per le mani; leggendo ho imparato a creare mondi e personaggi attraverso la fantasia. Già alle elementari scrivevo storie fantastiche che facevo leggere alla maestra. Che mi diceva spesso: “sei già avanti per la tua età”.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
La musica che mi piace ascoltare in fase creativa non è quella canonica, bensì quella della natura. Quando le condizioni meteo lo permettono, adoro stare seduto sotto il mio ippocastano preferito vicino al fiume; lo scorrere dell’acqua e lo stormire delle fronde creano un effetto musicale che ha il potere di rilassarmi rendendomi più produttivo. In alternativa c’è sempre il mare, soprattutto in inverno, quand’è deserto e un po’ ventoso. Non c’è niente di più musicale del rumore della risacca tra gli scogli e del garrire de “li cucàle” (i gabbiani).

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
Dipende. A volte metto qualcosa che mi appartiene, senza eccedere; altre mi distacco totalmente, ispirandomi a persone incontrate per caso, o a determinati eventi o notizie che mi hanno particolarmente colpito.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Fantasy in primis, ma anche noir e thriller.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura.
“Il Signore degli Anelli” è stato sicuramente determinante, ma l’impulso decisivo è arrivato dalla prima trilogia di Shannara di Terry Brooks, in particolare il secondo della saga, “Le pietre magiche di Shannara”.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Diretto è il mio preferito. Più d’impatto, immediato. Ti immerge nella scena mostrando più che raccontando. Però mi capita di usare anche il discorso indiretto; molto dipende dal tipo di storia che sto scrivendo.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Una bella passeggiata in riva al mare o sul molo. Ho sempre avuto un bellissimo rapporto con l’Adriatico, e lo sciabordio delle onde sugli scogli è per me come una musa che mi sussurra idee e parole. Non a casa il mio ultimo romanzo, il Vortice dei Dannati, è una storia legata al mare.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
Non ci ho mai pensato, ma confesso che non mi dispiacerebbe l’idea.

9) Il primo libro letto?
Pinocchio, di Collodi.

10) Il tuo libro preferito?
Il nome della rosa, di Umberto Eco. Riletto ben quattro volte.

Grazie a Franco per la chiacchierata


Intervista a Silvia Loreti

 Benvenuti nel nostro angolo

Intervista a Silvia Loreti


1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
Dalla macchina da scrivere della Olivetti che mio padre teneva nella sua cantina. Rossa corallo, splendida e affascinante. Per me un oggetto irresistibile, con l’inchiostro che ti macchiava le mani e le lettere indelebili che incideva nel foglio. Ho preso a scrivere quello che la mia fantasia creava mentre andavo a scuola con il pulmino giallo, o mentre mi riposavo sul ramo del ciliegio davanti casa mia. L’incontro con la macchina da scrivere ha scatenato emozioni uniche: coincise con la sensazione di aver trovato il mio posto nel mondo.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
Ultimo, Elisa, Einaudi, o qualunque canzone mi ispiri. Spesso quando sono in auto e vengo colpita da una canzone inizio a immaginare storie, volti, situazioni. Banalmente è nato in questo modo il mio romanzo #Toronto in Love, ascoltando e riascoltando Pianeti e Peter Pan di Ultimo. Ho sentito Drew, la sua volontà di rincontrare Matilde, di aspettarla dentro a un bar e farsi attraversare dal suo sguardo ancora una volta.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
A volte nulla, a volte troppo. Riscrivo e cancello. Poi lo elaboro per dar ossigeno alle parole, per dare profondità e se mi trovo cerco di nascondermi, ma non è facile. Quando scrivo non sono consapevole che il mio inconscio chiacchieri tanto e abbia voglia di trapelare.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Ho una storia davanti agli occhi, la vedo come fosse un trailer del cinema, di quelli che ti segni da andare a vedere non appena esce e quasi quasi preferiresti dal film che invece sta per cominciare. Fantasy, check lit, new e Young adult, non ho un preferito, ma delle esigenze di scrittura.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura
La chiave della sorte, urban fantasy ambientato a Nizza negli anni ’60. E’ stato una rivelazione per me scoprirmi in grado di iniziare e terminare un romanzo che mi piacesse rileggere anche a distanza di tempo.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Entrambi, con una predilezione per il diretto. Mi dà l’opportunità di creare scene più forti, scatenare empatia, odio e amore per i personaggi.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Leggere, leggere e ancora leggere. Non ho altro modo. Non mi metto mai davanti alla pagina bianca; se non me la sento di scrivere, sicuramente me la sento di leggere. E ho sempre un libro che mi aspetta (una vera e propria torre della vergogna come la chiama mio marito!)

8) Hai una beta reader per le tue storie?
La mia amica Cecilia. So che non dovrebbero esserci dei rapporti amicali con le beta per avere un resoconto sincero, ma di lei mi fido! E’ una sostenitrice attenta e scrupolosa.

9) Il primo libro letto?
Un classico: Piccole donne, Piccole donne crescono, Piccoli uomini e i Ragazzi di Jo. Li cito tutti e quattro perché li ho letti e riletti sempre tutti e sempre in serie.

10) Il tuo libro preferito?
 “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo” di Audrey Niffenegger. Non posso fare a meno di ripensare alle parole con cui viene descritta la loro straordinaria storia d’amore, quei piccoli passi che, leggendo, si compiono nelle loro vite, nei loro sentimenti fino ad arrivare a piangere e a sentire il cuore spezzarsi per una fine inevitabile e dolorosa. Nonostante abbia pianto e non mi sia ancora data pace rimane il libro che ho nel cuore e che consiglierei a chiunque.

Grazie a Silvia per la chiacchierata


Intervista a Serena Brucculeri

 Benvenuti nel nostro angolo

Intervista a Serena Brucculeri


1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
Prima di tutto ciao e grazie di cuore per questo spazio che mi viene così gentilmente concesso. La mia passione per la scrittura nasce da una passione genuina per la lettura, in particolar modo per il genere romance. Inoltre, ho sempre avuto fin da bambina una fervida fantasia come compagna, per cui ancora oggi, in età adulta, posso definirmi una sognatrice ad occhi aperti. È successo che, ad un certo punto, ho sentito la necessità di mettere su carta storie e personaggi che la mia mente mano a mano mi suggeriva.

2) Cosa ascolti mentre scrivi? 
Non sono abituata ad ascoltare musica mentre scrivo, anche se però è successo che alcune canzoni mi abbiano donato forte ispirazione per alcuni dei miei scritti. Per essere precisi gli A-ha e i Take that soprattutto.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
Tanto di me. Sono una sognatrice, sono romantica, e questo si riflette nei miei personaggi e nelle vicende che amo raccontare. Le protagoniste racchiudono, ognuna, alcune mie sfaccettature: Melody di “A… come amore” è una madre che cerca di conciliare famiglia e lavoro, come me e come tutte noi; in P… come passione parlo di Jenny, una ragazza un po’ insicura e ansiosa, proprio come me. In “N… come noi” parlo di Daisy, donna innamorata e testarda. Parlo di donne che amano, che sognano l’amore per sempre, il lieto fine e io adoro le fiabe.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Il genere romance, senza ombra di dubbio.

5)Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura.
Non c’è un libro in particolare che mi ha dato coraggio per buttarmi nel mondo della scrittura, è stata solo la necessità di provare a raccontare le storie che immagino e di mettermi alla prova.

6)Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Il discorso diretto senza dubbio, rende tutto più dinamico.

7)Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Distrarmi, fare altro, prendermi i miei spazi, riposare. Questo ultimo anno non è stato facile per nessuno, la pandemia, le preoccupazioni, il cambiare le proprie abitudini, l’essere distanti. Beh, dopo un anno posso dire di essere stanca, stanca mentalmente, e ammetto che i mie ritmi di scrittura sono molto rallentati. Ma non mi cruccio per questo, riconosco che ho bisogno di recuperare energie e di prendermi il mio tempo.

8)Hai una beta reader per le tue storie?
Non sempre, qualche volta però è capitato che una ragazza, autrice pure lei, abbia letto alcuni miei lavori e mi abbia dato dei consigli, delle dritte diciamo.

9)Il primo libro letto?
Sai che non ricordo se è stato “Piccole donne” o “La storia infinita?”

10)Il tuo libro preferito?
 Aiuto, a questo punto per me diventa difficile rispondere. Adoro Susan Elisabeth Phillips e tutti i suoi libri, ma quando mi chiedono quale sia il mio libro preferito rispondo “L’incastro imperfetto” della Hoover. Ho adorato anche “Forse un giorno.”

Grazie a Serena per la chiacchierata

venerdì 4 novembre 2022

Intervista a Daniela Abbatiello

  Benvenuti nel nostro angolo 

Intervista a Daniela Abbatiello 


1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
Da ragazzina abitavo in Sardegna, mentre la mia migliore amica era rimasta in Campania, mia terra d’origine, dove abitualmente trascorrevo le vacanze con la mia famiglia. La lontananza si protraeva anche per otto mesi, nell’intervallo da Natale e le ferie estive, quindi l’unico modo più economico per tenersi in contatto all’epoca, erano le lettere. Ne avremmo scritte migliaia, tutte cariche di tormento per quella separazione obbligata. Credo di dovere a lei la mia passione per la scrittura, e a quel tenero modo d’ingannare l’attesa.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
Prediligo l’ascolto della musica classica durante la scrittura: tiene il ritmo delle mie battute e mi permette di forgiare mille parole in libertà, data l’assenza di queste nei brani emessi dalle cuffie. Mentre sto scrivendo, però, spesso le scene descritte o le situazioni che si vengono a creare mi riportano alla mente un testo o una musica che ho adorato, così creo la playlist da ascoltare per la rilettura.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
In ogni riga che leggerete, ci sarà un briciolo di me. Impossibile, almeno per me, estraniare totalmente la mente del creatore dalle sue creature! Se possiamo immaginare un romanzo come un film, sarebbe corretto dire che il modo in cui arriccia il naso il protagonista è tipico dell’autore della sceneggiatura. Anche se solo un pochino, c’è sempre qualcosa che lascio in eredità a ciò che scrivo.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Il romance è un genere che prediligo per la scrittura, perché grazie a tutti i suoi sottogeneri, mi permette di spaziare tra vari argomenti, senza essere costretta a seguire una linea guida. Sono indisciplinata come autrice, lo ammetto, ma non ho la minima intenzione di cambiare questo aspetto della mia scrittura. No limits.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura?
Nessuno! Ancora oggi non ho il giusto coraggio per bagnare altro, oltre i piedi, nel mare della letteratura. Sono al terzo romanzo, e ancora non mi capacito di vedere un libro con il mio nome in copertina! “Perfetto per me”, il mio primo lavoro pubblicato, è stato una scommessa con una mia amica: la prima persona che abbia mai letto qualcosa di mio. È stata lei a spingermi a spedire il manoscritto… il resto è stato solo un susseguirsi di eventi.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Di tutto, un po'! Adoro scrivere i discorsi diretti, i ‘botta e risposta’ stuzzicanti e provocatori soprattutto, ma penso sia necessario utilizzare entrambi i discorsi per non ottenere qualcosa di piatto, monocorde, che potrebbe annoiare il lettore.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Mi è capitato solo una volta, proprio prima di ultimare Sottosopra, e l’unica cosa che mi ha aiutato è stata l’amicizia di due meravigliose donne, autrici straordinarie, che mi hanno letteralmente strappato dal vuoto totale, per riportarmi nuova di zecca alla mia passione. Non le ringrazierò mai abbastanza.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
I beta-reader sono fondamentali, quasi quanto un bravo (o brava, come nel mio caso) editor, o un correttore di bozze. Ne ho una squadra! Quattro persone, ognuno di loro ha una specifica caratteristica personale, utile per l’analisi del testo. Siamo una squadra fortissimi!

9) Il primo libro letto?
Deve avermi traumatizzata non poco, ma da piccola amavo leggere il libro “Cuore”, di Edmondo De Amicis.
Libro meraviglioso, per carità, ma sicuramente poco adatto a formare giovani menti: ‘La piccola vedetta lombarda’ starà con me fino alla tomba!

10) Il tuo libro preferito?
Per anni il mio libro da comodino è stato “Jane Eyre”, di Charlotte Brontë. Io stessa sono cresciuta sperando di essere come la protagonista, ne ero totalmente appassionata. Da un annetto, però, quel posto mai spodestato in precedenza, è stato occupato da un nuovo romanzo: André Aciman e il suo “Chiamami col tuo nome” vivono in pianta stabile accanto ai miei sogni. La scrittura di quell’autore mi ha rapito, e non posso che desiderare di diventare brava almeno la metà di lui un giorno.

Grazie a Daniela per la chiacchierata

Letizia, permettimi di ringraziarti per questa fantastica occasione di visibilità, ne sono onorata. Spero di avervi fatto trascorrere qualche minuto lontano dai pensieri della vita, in serenità. A presto, Daniela.


mercoledì 26 ottobre 2022

Intervista a Serena Lavezzi

 Benvenuti nel nostro angolo

Intervista a Serena Lavezzi



1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
E’ stata una conseguenza della mia passione per la lettura. Fin da ragazzina ho amato perdutamente i libri e leggere tutte quelle storie mi ha fatto venire voglia di provare a scriverne una, poi due, poi cento.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
Ultimamente ascolto una compilation di musica giapponese degli anni ’50, ’60 e ‘70. Mi rilassa e mi aiuta a immergermi nell’ambientazione.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
Dipende molto dalla storia che sto scrivendo. A volte ci metto troppo, altre volte niente, oppure può capitare di riversare in un racconto solo i sogni.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Mi piace scrivere storie che parlino di personaggi reali, delle loro vite, dei loro mutamenti. Prediligo anche i gialli, adoro i misteri da risolvere.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura.
Devo andare molto indietro nel tempo, ai miei primi scritti che risalgono ormai a vent’anni fa. Ma si tratta di racconti che non hanno mai visto la luce. Il mio primo libro pubblicato, qualche anno fa, ha sicuramente preso ispirazione dai tanti romanzi di letteratura giapponese che ho letto.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Non ho preferenze di tipo stilistico, non mi fermo troppo a pensarci. Scrivo in una sorta di flusso di coscienza, nell’unica maniera in cui sono capace a farlo. La mia non è una scrittura strategica, ma piuttosto innata e naturale.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Lasciar passare quel periodo di stallo. Mi è capitato e so che costringersi a scrivere non serve, almeno per me. Mi dedico alla lettura intensiva di tutto ciò che mi interessa. L’idea giusta per ricominciare emerge da sola, quando è pronta.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
Sì ne ho due, fidati amici che mi sopportano e supportano sempre. Michele e Caterina, scrittori e lettori doc.

9) Il primo libro letto?
Primo libro letto da ragazzina un horror della serie Piccoli Brividi. Alcuni li ricordo ancora oggi.

10) Il tuo libro preferito?
Vendetta di Ogawa Yoko

Grazie a Serena per la chiacchierata

 

Intervista a Caterina Franciosi

 Benvenuti nel nostro angolo

Intervista a Caterina Franciosi



1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
La passione per la scrittura, così come quella per la lettura, mi accompagna da sempre, anche se solo negli ultimi anni sono riuscita a mettere ordine fra la miriade di idee che conservo da anni nel cassetto e a concretizzare i miei progetti. Dopo alcuni ebook pubblicati per la casa editrice digitale Delos Digital, ad aprile 2021 è uscito “Ballo in maschera”, racconto romance Regency che ha inaugurato la serie “Colpo di Fulmine” di Milena in Love (Milena Edizioni). In “Ballo in maschera” racconto la storia di Victoria, che alla festa in maschera di villa Hyatt è alla ricerca dell’amore della sua vita, anche se dovrà prima vedersela con una madre opprimente e un cavaliere piuttosto maldestro. Proprio come gli altri volumi della collana (al momento sono usciti “La stazione termale” di Serena Lavezzi, “Al riparo dai sogni” di Cristina Biolcati” e “E vissero felici e imperfetti” di Federica Cabras), “Ballo in maschera” è una storia d’amore rapida e frizzante, in cui ho voluto infondere un senso di “leggerezza” di cui io, in primis, avevo bisogno in questo periodo.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
Di solito scrivo nel silenzio del mio studio, con i miei libri e i miei gatti. La fase musicale avviene prima, durante l’elaborazione iniziale delle idee, di solito mentre sono in auto oppure in pausa pranzo al lavoro. Nelle mia playlist non mancano mai i Queen, Bon Jovi e tanti altri “mostri sacri” del passato, ma sono anche appassionata di commedie musicali come “The Blues Brothers” o di musical veri e propri come “Jesus Christ Superstar”. E guai a chi mi tocca le canzoni della Disney!

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
Dipende. A volte mi diverto a immaginare come mi comporterei io in determinate situazioni, altre a come non mi comporterei. In “Ballo in maschera” ho cercato di “immedesimarmi” nel lontano passato dell’Inghilterra del periodo della Reggenza, attingendo alla mia passione per la letteratura inglese e ad opere come “Orgoglio e pregiudizio” o la più moderna saga di Bridgerton di Julia Quinn. Il mondo che ho descritto nel racconto è di certo molto differente da quello in cui viviamo oggi, eppure ho cercato di inserire un piglio moderno unito a un tocco di ironia nel personaggio di Victoria, la protagonista.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Tutto ciò che a che fare con il “fantastico”, declinato in ogni sua sfumatura. E non parlo necessariamente di magie e stregonerie: anche il nostro quotidiano è pieno di eventi “straordinari”. Anche quello di Victoria in “Ballo in maschera”. Provare per credere!

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura.
Tanti, ma per citarne uno direi “On writing” di Stephen King. Oltre a parlare della sua vita e delle sue esperienze (più o meno condivisibili), King riesce a dare consigli di scrittura concreti, di facile comprensione e immediati. Consigli di cui ho fatto tesoro e che cerco di tenere sempre in mente ogni volta che scrivo.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Dipende da cosa sto scrivendo. In racconti brevi come “Ballo in maschera” preferisco lasciare più spazio al discorso diretto, senza portarlo ovviamente all’esasperazione.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Prendere una piccola pausa, soprattutto per far riposare la mente e lasciar sedimentare le idee; il saggio Ovidio diceva che “un campo che ha riposato dà un raccolto abbondante”. Occorre sapersi ascoltare e darsi tempo; penso sia inutile sforzarsi di lavorare su un testo controvoglia e con il solo risultato di provocarsi mal di testa lancinanti. Meglio prendersi qualche giorno di pausa e riprendere in serenità da dove ci eravamo interrotti.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
I miei compagni di avventure e “partner in crime”, che ascoltano con infinita pazienza i miei deliri letterari e non. Li ringrazio uno per uno: loro sanno perché.

9) Il primo libro letto?
Non ricordo il primo volume letto in maniera indipendente, ma fin da piccola i libri sono sempre stati presenti nelle mie giornate. Quando non sapevo ancora leggere, mia nonna lo faceva per me: fiabe che parlavano di animali parlanti, reami lontani, mondi incantati e avventure oltre i confini del mondo. Elementi che si sono poi evoluti nei miei attuali gusti letterari.

10) Il tuo libro preferito?
Questa è una delle domande a cui faccio sempre fatica a rispondere. Suppongo di non averne uno soltanto, ma diversi a seconda del periodo e dello stato d’animo in cui mi trovo. Giusto per citarne alcuni: “American Gods” di Neil Gaiman, “L’ora delle streghe” di Anne Rice, “Le nebbie di Avalon” di M. Z. Bradley o “22/11/’63” di Stephen King. Ognuno di essi – così come tanti altri – possiede aspetti caratteristici che lo hanno reso unico ai miei occhi.


Grazie a Caterina per la chiacchierata