martedì 11 ottobre 2022

Intervista a Loredana Falcone

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Intervista a Loredana Falcone


1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
Ho avuto sempre molta fantasia, mi serviva solo un mezzo per esprimerla. Soprattutto serviva alle storie che mi nascevano dentro. L’incontro con Laura Costantini da questo punto di vista è stato fatale: abbiamo unito le nostre penne e negli anni abbiamo dato vita a tanti personaggi che aspettavano solo noi per venire alla luce. Almeno questo è quello che ci piace credere.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
La maggior parte delle volte a scrivere siamo in due, io e la mia socia di penna, ne viene che gli unici suoni che ci fanno da sottofondo sono le nostre voci e il ticchettio della tastiera. Diversamente sarebbe un bel baccano.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
Come tutti gli scrittori credo ci sia sempre un po’ di me in ciò che scrivo. Non è voluto, specie nei romanzi di fantasia, ma è inevitabile. In questo caso il discorso è diverso. Qui sono io a parlare, in prima persona, e mi rivolgo a mia figlia. Sì, penso che “Da me a te. Tutto il cielo, tutto le stelle, tutte le patatine” sia quanto di più personale io abbia mai scritto o forse dovrei dire, pubblicato.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Io e Laura siamo laureate in storia. Ci piace svolgere le ricerche necessarie per collocare i personaggi nel momento storico da noi prescelto. Ci diverte far coincidere i destini dei nostri personaggi con quanto accadde in questa o quell’altra epoca. Ma lo storico non è l’unico genere che abbiamo visitato. Con quattordici romanzi pubblicati possiamo dire di aver spaziato dal fantasy all’eco thriller, dal giallo alla women fiction. Appartiene a questa ultima categoria la nostra ultima fatica, “Le tre parti del cuore” GoWare. Ma se i nostri lettori apprezzano la capacità di cimentarci su più fronti, gli agenti letterari storcono il naso. Dal loro punto di vista se cavalchi un genere devi restare ancorato a quello per tutta la vita. Alla fine è una questione di scelte: la necessità di omologarsi a quanto richiesto dal mercato o la possibilità di vivere liberamente la propria passione per dare il meglio di noi stesse. Io e Laura abbiamo scelto la seconda strada, non siamo nell’Olimpo della narrativa ma ci divertiamo un casino.

5) Il libro che ti ha dato il coraggio per buttarti nel mondo della scrittura
Se per mondo della scrittura intendiamo l’editoria posso tranquillamente confessare che, fosse stato per me, non avrei mai pubblicato nulla. Troppa fatica, troppe speranze deluse. Ma un giorno, di parecchi anni fa, una persona ha creduto in noi e ci ha messo sulla strada giusta.

Se invece intendiamo un libro, pagine che mi sono entrate dentro e che mi hanno fatto nascere il desiderio di provare a scrivere, credo sia stato il libro “Cuore” di Edmondo De Amicis, solo che all’epoca non me ne sono resa conto.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto
Sostanzialmente entrambi. Dipende dal tipo di storia che stiamo scrivendo ma facendo sempre molta attenzione ai dialoghi, che, dicono, sono il nostro punto di forza.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Non mi capita spesso di bloccarmi ma, quando accade, è la socia a venirmi in soccorso. E viceversa.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
Scriviamo in due e rileggiamo insieme ad alta voce. Nel caso di questo mio primo libro da sola la beta reader è stata la socia.

9) Il primo libro letto?
L’isola del tesoro, di Robert Louis Stevenson. Fu un regalo per la prima comunione. Bastarono poche pagine perché mi immedesimassi nei panni del giovane Jim Hawkins e, con la fantasia, salpassi insieme si suoi pirati alla ricerca del tesoro.

10) Il tuo libro preferito?
Più che un libro preferito ho un autore preferito: Stephen King. Di lui ho letto quasi tutto ma il mio preferito rimane “IT”. Ero già una donna fatta quando uscì ma il suo Pennywise continua a essere il mio sogno più inquietante.


Grazie a Loredana per la chiacchierata

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