martedì 13 settembre 2022

Segnalazioni

 Benvenuti nel nostro angolo

Segnalazioni


Sinossi
Roma, agosto 2018.
Finalmente per Greta è arrivata la sospirata settimana di ferie. Può accantonare per qualche giorno il lavoro di interior designer e godersi il riposo. Quell’ultimo venerdì sembra non avere fine. Ma il destino decide di giocare le proprie carte. Proprio durante la pausa pranzo, un incontro casuale con un turista danese, Schani, scombussola tutti i piani. Una conoscenza che scava nell’animo della ragazza, che sgretola il dolore ancora forte per un passato da dimenticare. L’amicizia con Schani le regala emozioni sopite, ma la mette anche di fronte a un mistero. Un puzzle da ricostruire con tasselli sparsi in Europa. Un mosaico da comporre tra colpi di scena​ e scoperte inquietanti. Un romanzo dove domina la suspense, dove l’amore insegue il tradimento, la fiducia rincorre la diffidenza. In uno sfondo contornato da castelli meravigliosi e luoghi suggestivi si dipana un racconto incalzante ad alto livello adrenalinico.



Sinossi
Phaedra è un mondo pulsante di vita ma ricco di contrasti, abitato da popoli divisi in tribù che lottano per il dominio delle terre più fertili. Quando una sinistra macchia compare a sfregiare il volto della luna oscura, in molti interpretano quel segno come il presagio che stavano aspettando: la profezia nefasta della chiesa di Nekar si sta infine avverando. Mentre i regni più grandi si preparano allo scontro, nuovi scenari si aprono, favorendo la nascita di amicizie impossibili e amori irrealizzabili. Le nuove alleanze scuotono le radici di culture secolari e inducono il cambiamento. A nessuno sarà garantito il lusso di rimanere in disparte, uomini e donne si trovano a lottare fianco a fianco per difendere il loro destino.
Sotto lo sguardo malevolo della​ Luna di Sangue, la matriarca di Donekarth capisce che l’ora di riscrivere il futuro di Phaedra è giunta. Da molte parti giungono notizie inquietanti. L’invasione di Nemirthia prosegue, i karunith si mostrano organizzati e risoluti, mentre i nekarith al contrario appaiono divisi e vulnerabili. Una gigantesca creatura è sbucata dalle valli del Toklas-Daahn e punta diritta verso il fronte, nessuno sa se si tratti di una minaccia o di un’opportunità da cogliere. Intanto a nord le Terre delle Libere Genti rischiano di sprofondare nel caos proprio quando il loro contributo sarebbe cruciale per sconfiggere i molti nemici che attentano alla pace e alla stabilità dei sette regni. In questo secondo capitolo i personaggi che abbiamo imparato ad amare dovranno affrontare nuove e terribili sfide che li spingeranno a superare ogni limite e li segneranno per sempre. A loro si uniranno le
compagne, donne forti e volitive, pronte a sacrificare le loro vite per garantire un futuro a Phaedra.
L’era della Luna di Sangue è il secondo capitolo di una grande saga fantasy, un romanzo avvincente che vi terrà incollati dalla prima all’ultima pagina.


Sinossi
Johnny è un ragazzo come tanti, almeno in apparenza. Vive con la madre Brenda nella grande casa sulla riva ovest del lago Pushaw, nel Maine, acquistata diversi anni prima dal padre, prima che decidesse di sparire nel nulla senza alcuna spiegazione. Nonostante sin da bambino sia cresciuto senza la figura paterna, Johnny è diventato un adulto responsabile. Ha un buon lavoro in un negozio di bricolage e articoli per il giardino e contribuisce alle ordinarie spese di casa. Non ha amici, ma la cosa non gli pesa, anzi, ritiene che spesso le persone siano soltanto un fardello, come il suo collega Ben. ad esempio. Un giorno però conosce una ragazza, Diana, e se ne innamora perdutamente. Johnny si convince che sia il tassello mancante nella sua vita: l’amore. Oppure no, forse è soltanto la goccia finale che farà traboccare il vaso della pazzia del ragazzo e farà precipitare il povero Johnny nel baratro. Il capitolo finale di una storia che è stata scritta già molto tempo fa e di cui Johnny è ormai, suo malgrado, solo un inconsapevole spettatore. L’ultimo atto di un’opera tragica e maledetta. L’ossessione per Diana, l’assurda gelosia nei suoi confronti, indurranno Johnny a compiere atti crudeli e fuori da ogni logica, in un vortice di follia che lo porteranno a scoprire il suo vero Io, il volto che si nasconde sotto l’apparenza da bravo ragazzo. Una maschera che si è costruito negli anni e che solo sua madre ha sempre saputo che indossava.


Sinossi
Londra, 1907
All’uscita del terzo libro di Mr Carl Montgomery, la città di Londra è in preda a una frenetica caccia all’autore, di cui nessuno conosce l’identità. Non è esente dal dibattito, suo malgrado, Mr Ezra Talbot, importante editorialista della rivista The Point , al quale viene proposto di scrivere un articolo che smascheri lo scrittore. Tra visite al museo, aste di quadri impressionisti, interviste, letture ad alta voce e rocamboleschi scambi di identità, Talbot si troverà invischiato in una intricata indagine, ricca di colpi di scena, in compagnia della sua bizzarra assistente, miss Frances Evans. Ma cosa
succederà quando verrà rivelata la vera identità del misterioso Mr Carl Montgomery?


Sinossi
Lugano, 1881. Una banda di ladri penetra nel castello di Trevano e fa razzia di preziosi. Poco dopo Vera von Derwies, figlia del barone proprietario del castello, muore in seguito a una caduta da cavallo. E nei giorni seguenti la tragedia torna ad abbattersi sul castello: vengono trovati senza vita lo stesso barone e un giovane inserviente, Nuto.
Cinquant’anni dopo, l’anziana Liside chiama al proprio capezzale il figlioccio Ezechiele Be-retta, massima autorità della polizia cittadina, e gli chiede di indagare sulla morte di Vera. Ormai prossima alla fine, la donna – all’epoca dei fatti in servizio al castello – non riesce a darsi pace: è convinta che quella caduta da cavallo non sia stata accidentale. Nonostante le circostanze della richiesta e le prove inconsistenti, Beretta si interessa al caso: assistito dall’appuntato Bernasconi appura che le teorie di Liside sono più plausibili del previsto, e qualcosa non quadra neanche nella morte del povero Nuto.
L’indagine storica si sovrappone a quella su una morte più recente e altrettanto misteriosa, che porta il Beretta a scontrarsi con personaggi in vista della Lugano che conta e tinge di sangue le acque blu del lago che bagna la città.






Cover Reveal: Semplicemente felicità

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#CoverReveal



Titolo: Semplicemente felicità
Autrice: Miriam Ragni
Genere: Romance Contemporaneo
Tipologia: Autoconclusivo
Uscita: 26 agosto 2022
Prezzo: promo a 0,99 poi 2,69 euro
Casa Editrice: Blueberry Edizioni
Pagine: 160 circa

Sinossi
Che cos’è la felicità? Esiste? Queste sono alcune domande che tormentano Astrid, una ragazza di diciotto anni che, durante un tranquillo giorno d'estate al mare, ricorda i suoi anni di scuola. Anni caratterizzati da tre parole: larva, bozzolo, farfalla o come meglio dire bullismo, analisi interiore, cambiamento. Bullismo! Quante volte abbiamo sentito questa parola? È sulla bocca di molti ma in pochi sanno davvero cosa significa. Le etichette, gli insulti, il conseguente isolamento e la tristezza assoluta, non tutti li hanno provati. Chi non c'è passato non può sapere cosa significhi davvero. Ci si comincia a odiare, si odia la propria immagine riflessa nello specchio, la propria voglia di vivere va in fumo. Astrid dovrà affrontare il quinto anno superiore e i ricordi misti alla paura del precedente riaffiorano non solo nella sua mente ma anche in quella di Tomàs e Giorgio. Giorgio: il bullo dall’animo buono. Tomàs: il suo migliore amico sempre presente nei momenti difficili. Scatterà un sentimento per tutti e due che porterà Astrid alla confusione più totale ma anche all’ostinata ricerca del significato della felicità. Sarà davvero un ultimo anno pieno di emozioni e colpi di scena che porteranno Astrid a scoprire se stessa ma... riuscirà a trovare la chiave per arrivare alla felicità?

Cover Reveal: La nostra meta

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Titolo: La nostra meta 
 Autore: Roberta Damiano 
Editore: O.D.E. Edizioni
 Genere: Sport romance. 
Pov: 1 persona alternati 
Prezzo ebook: € 2.99 
Prezzo cartaceo: € 12.99
 Data pubblicazione: 26 agosto 
Pagine: 300 
Serie: no
 Autoconclusivo: sì


Sinossi
Allyson Coleman vuole coronare il suo più grande sogno, ma viene di continuo ostacolata dalla maglia numero 9: Arjay Bishop, il ragazzo più indisponente e affascinante del liceo. Tra loro esiste una rivalità che dura anni, ma questa volta lei non è disposta a farsi mettere i piedi in testa e cercherà, con ogni mezzo disponibile, di realizzarsi come giocatrice e distruggere il suo nemico numero uno, ma lungo il percorso qualcosa inizia a cambiare. Arjay Bishop non ha vita facile e ha una meta da raggiungere e non vuole vederla sfumare per colpa di Allyson e la sua testardaggine. Si sfidano in continuazione, non fanno altro da anni. Lui la vuole lontana, lei desidera entrare in campo.


Intervista a Isaac Monroe

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Intervista a Isaac Monroe



1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
Sin da bambino ho sempre letto, prima Topolino e poi libri, principalmente quelli di Stephen King per poi passare da qualche anno anche ai fumetti. Credo che a furia di leggere e immaginare i mondi raccontati in quelle storie a un certo punto mi è venuta voglia di scrivere una storia tutta mia.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
Dipende, a volte niente, altre invece qualsiasi cosa mi dia la carica. Mi piace la musica in generale anche se il mio cantante preferito è e sarà sempre Michael Jackson, quindi se devo tirarmi veramente su e voglio ‘concentrarmi’ ascolto lui.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
Un po’, anche se cerco di non far diventare i miei personaggi una versione cartacea dei miei pensieri. Una volta definito il loro carattere cerco di non uscire dai binari. Più che altro mi capita di inserire delle considerazioni sul mondo e sulla società che mi appartengono, questo sì.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Ritornando alla prima domanda direi horror, ma ho iniziato qualcosa, per un progetto di beneficenza che vorrei realizzare, che potrebbe essere una via di mezzo tra Harry Potter e una favola per bambini. Chissà quando la finirò.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura
Credo di aver deciso di buttarmi veramente dopo aver terminato la saga di Hunger Games. Mi sono detto: “se questa autrice sconosciuta è arrivata al successo tanto che i suoi libri sono diventati dei blockbuster da cinema perché non posso provare anche io a scrivere qualcosa?”

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Direi entrambi, dipende dalla storia che voglio raccontare.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Staccare completamente per qualche giorno. Dedicarmi ad altro tipo leggere, fare qualche lavoro in giardino, giocare alla play, ascoltare musica.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
No, quando ho terminato Johnny mi sono rivolto al sito Writer’s dream e mi hanno risposto 3 o 4 persone ma alla fine ho avuto riscontro solo da una di loro che mi ha dato il suo parere.

9) Il primo libro letto?
Credo sia stato L’isola del Tesoro di Louise Stevenson, lo presi dalla biblioteca della mia scuola elementare. Da “grande” invece mio fratello mi regalò L’ombra dello scorpione (the stand) di Stephen King, un mattone di quasi mille pagine.

10) Il tuo libro preferito?
Non so perché, ma per qualche strano motivo sono affezionato a L’Incendiaria di Stephen King (si è capito che è il mio autore preferito, no?), anche se di libri più belli ne ho letti, però quello mi è rimasto nel cuore.

Grazie a Isaac per la chiacchierata



lunedì 12 settembre 2022

Intervista a Mag Scrittrice

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Intervista a Mag Scrittrice



1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
Nel 2017 ho subito un lutto importante e sentivo il bisogno di trovare qualcosa che assorbisse tutta la mia attenzione. Ho sempre avuto una mente fantasiosa e sin da piccola volevo disegnare un manga tutto mio (motivo per il quale ho preso un diploma di fumetto), ma invece di dedicarmi solo al disegno ho deciso di provare anche con la scrittura. Infatti il primo romanzo che ho scritto è un romanzo illustrato, dove la narrazione si alterna a illustrazioni in stile manga. Man mano che scrivevo mi sono resa conto che la scrittura mi entusiasmava molto e mi sono dedicata quasi esclusivamente a quella (senza mettere da parte la passione per il disegno, a cui do voce inserendo lo stesso nei romanzi delle illustrazioni ma in quantità minore).

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
Niente. Durante la stesura cerco sempre il massimo silenzio. Spesso uso la musica per riflettere sulle scene e farmi trasportare da ciò che mi suggerisce il ritmo, ma quando scrivo ogni rumore mi distrae.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
Tanto, troppo. Mi piace usare la scrittura per parlare di tante cose a modo mio, la maggior parte delle quali sono miei vissuti positivi e negativi. Essenziale, per me, è il punto di vista psicologico, attraverso il quale analizzo io per prima determinate situazioni.

4) Il genere che preferisci scrivere?
Mi piace parlare d’amore, di quell’amore grande e indissolubile, e per adesso ho pubblicato soltanto romance contemporanei: I’m Not a Princess e I’m Your Princess (due volumi della stessa saga con protagonista una principessa) e Room7 – Sei disposta a dimenticare te stessa? (un erotico ambientato in Italia). Tuttavia, nei miei progetti ci sono anche sfumature fantasy e paranormal (il 14 aprile è uscito un racconto breve di base fantasy e dai toni romantici, Centro Smistamento Ritardi). Ma l’amore sarà sempre il protagonista indiscusso.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura
Nessun libro in particolare. Prima di approcciarmi alla scrittura leggevo – e leggo – moltissimi manga. La fantasia dei mangaka mi ha sempre fatto desiderare di creare qualcosa di mio.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Amo alla follia il discorso diretto! E i gesti che completano la comunicazione. Non sono amante delle descrizione prolisse, anzi mi annoiano. Uso il discorso indiretto più che altro per analizzare l’aspetto psicologico dei protagonisti e poi a pena posso mi butto su un bel dialogo!

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Al momento non ho ancora vissuto un vero blocco dello scrittore. Ciò che a volte rallenta la mia scrittura e non sentirmi propensa a sviluppare determinate scene. Se sono violente o particolarmente introspettive, ho bisogno di sentirmi vicina al personaggio per potermi esprimere al meglio e in alcuni casi non ho granché voglia di condividere certe emozioni, soprattutto se negative. Quando scrivo i sentimenti dei protagonisti sono anche miei.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
Purtroppo no. O meglio, c’è chi legge le mie storie e mi permette di ragionare, ma non è facile essere un beta reader davvero utile. Ho bisogno di qualcuno che sollevi molti dubbi e conto di trovarlo, prima o poi.

9) Il primo libro letto?
Non ricordo! Probabilmente alle medie, ma il titolo mi sfugge – e la dice lunga su quanto mi sia piaciuto.

10) Il tuo libro preferito?
Non ne ho uno in particolare. Ho amato molto “I passi dell’amore” di Nicholas Sparks, ma non posso dire che sia il mio preferito. Lo sto ancora cercando!

Grazie Mag per la chiacchierata



Cover Reveal: Sweet Home Alabama

 Benvenuti nel nostro angolo

#CoverReveal


Titolo: Sweet Home Alabama 
Autore: Barbara Parodi 
Editore: O.D.E. Edizioni 
Genere: Sport romance, interracial romance.
 Pov: 3 persona focalizzata 
Prezzo ebook: € 2.99
 Prezzo cartaceo: € 12.99 
Data pubblicazione: 23 agosto
 Pagine: 200
 Serie: no 
Autoconclusivo: sì


Sinossi
Non è facile essere adolescente. I sogni sembrano accavallarsi l’uno sull’altro e fare a botte con la vita vera, quotidiana. James Junior Louis sa quello che vuole, lavora sodo per diventare il più grande pugile del mondo. Ma deve fare i conti con la sua famiglia, unico figlio maschio circondato da donne. Beverly, al contrario, del suo futuro non sa niente. Cresciuta come una bambola di porcellana si dedica allo studio, è obbediente e pacata, eppure inizia a sentire un fuoco di ribellione al quale non sa dare un nome. JJ e Bev si incontrano la prima volta da bambini e il destino pare divertirsi parecchio nel farli incontrare ancora, alcuni anni dopo. E scatta la scintilla. Quell’amore naturale, giovane, fresco. Un amore senza limiti se non quelli imposti dalla vita. Perché JJ è nero. Perché Beverly è bianca. E perché vivono nei primi anni Settanta in Alabama. Sogni, lotte, rabbia e discriminazione. Tutto questo è Sweet Home Alabama.



Intervista a Giordano Alfonso Ricci

 Benvenuti nel nostro angolo

Intervista a Giordano Alfonso Ricci







1) Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
Prima di rispondere, mi prendo lo spazio per ringraziarti. A volte si dà per scontato che gli altri siano sempre disposti ad ascoltare ed invece l’ascolto bisogna meritarlo e chi ascolta compie sempre un atto di disponibilità. Ora non so che meriti abbia per meritare il tuo ascolto e quello di chi legge (immagino) questa intervista, ma per la tua disponibilità ho il dovere di rispondere con la massima sincerità e a modo mio: cioè senza filtri, schermi, maschere e pose da intellettuale che non sono.

Mi hai chiesto delle origini della mia passione per la scrittura e invece io non sono per niente appassionato di scrittura. Scrivo è vero… ma lo faccio usando la scrittura allo stesso modo con il quale uso la parola.
Ho qualcosa da dire? La dico. Questo meccanismo non è che fa tanta differenza tra parola e scrittura.
A me scrivere costa. Hai presente un tale che a cui piace sciare e passa nove mesi l’anno su una scrivania? Be’ quello… se non vuole lasciare i legamenti alla prima curva su una pista da sci, la prima cosa che deve fare è prepararsi atleticamente. Quindi la mattina alle sei, prima di andare in ufficio si fa una corsa di tre chilometri e suda come un cinghiale. Quasi sempre detesta la corsa, ma il suo bisogno di essere pronto gli fa sopportare la fatica di quei tre o cinque chilometri del piffero e si allena. Più o meno come faccio io con la scrittura. È importante per me dire qualcosa? E scrivo… mannaggia se mi costa scrivere! Sudo come quel cinghiale e sbuffo come una locomotiva a vapore degli anni Trenta.

2) Cosa ascolti mentre scrivi?
Ma pure niente. Cioè… mentre scrivo mi possono anche bombardare casa, rubare la macchina o svaligiarmi casa. Non sento neanche le urla della mia colf che protesta per il mio disordine.
I miei sensi vanno in catalessi e non reagirei neanche alla tentazione dell’odore di un panino con la porchetta calda. Neanche al sussurro di Naomi Campbell.
Pensa che speranze ha la colf di essere ascoltata.
Se scrivo, scrivo e basta. Fortunatamente lo faccio in orari improbabili quando i ladri dormono e Naomi Campbell non si sogna neanche lontanamente di aprire gli occhi.

3) Quanto di te metti nelle tue opere?
E qua siamo al “giù la maschera”! Ah già… abbiamo detto niente maschere.
Va bene…confesso: tutti i personaggi maschili hanno i miei difetti, le mie abitudini di vita, non mangiano finocchi lessi, fumano sigari della stessa marca che fumo io come condannati a morte all’ultimo tiro e hanno con le donne lo stesso tipo di rapporto che ho io. A volte descrivo proprio le mie case, il mio giardino, la mia campagna. Se mi scappa la mano, infilo la mia tabaccaia in qualche pagina e faccio fare a qualche collega la figura dello stronzo. Poi mischio tutto e altero tempi, luoghi e situazioni in maniera da non passare il resto dei miei giorni in qualche cella del carcere di Rebibbia. Le riflessioni sono quelle che faccio io e le figure da scemo anche. Quindi a stringere… direi che io nelle cose che scrivo ci passeggio comodamente e ci faccio bivaccare i miei pensieri. Poi magari vado allo scopo del libro che come ti dicevo è sempre quello di dire le cose che in quel momento ho voglia di dire.

4) Il genere che preferisci scrivere?
A me piace scrivere delle cose reali, verosimili o che accadono sul serio. La vita è una roba che a scrivere una sceneggiatura che lontanamente le possa somigliare è impossibile. Sono realista e moderatamente ottimista. Il che non vuol dire che scrivo cose verosimili che portano sempre a conclusioni ottimistiche. Le mie conclusioni sui fatti della vita a volte sono peggiori di quelle dei momenti bui di Leopardi, ma solo perché conosco le persone e il mondo e quindi so dove certe cose vanno a parare. Scrivo con cinismo delle debolezze umane e i miei personaggi hanno nomi comuni, tipo Teresa, Augusto, Giovanni. Ma tu dimmi se vai in giro e trovi un tassista che si chiama Dylan? Forse si chiamerà Antonio se ha un nonno con un nome decente ma magari si chiamerà anche Calogero e te non potrai farce niente… non è che lo poi chiama’ in un altro modo se quello se chiama Calogero. Ora se voglio che il mio tassista finisca in un guaio che ho appena immaginato per il prossimo capitolo del libro, faccio fatica a chiamarlo Dustin. E quindi alla fine comanda sempre questo cinico, irridente e fottuto realismo nel quale mi avranno battezzato da piccolo, forse perché a corto di acquasanta.

5) Il libro che ti ha dato coraggio per buttarti nel mondo della scrittura.
A me nel mondo mi ci ha buttato mio padre. Altro che libro! A cinque anni faccio una qualche marachella di cui non ricordo il senso e mio padre per punirmi mi porta in un cantiere dove aveva un furgoncino con un carico di mattoni e mi dice: scaricali.
Io piagnucolando mi arrampico su un asse di legno messo lì a posta e inizio il mio lavoro. Finisco e vado a sedermi vicino a mio padre piangendo e deciso a non ripetere più quella tale marachella. Mio padre mi guarda e fa: beh… che piangi? Mica hai finito. Adesso riprendi tutti i mattoni e riportali sul furgoncino.
Quando tornai a casa avevo le mani sanguinanti e ferite al punto che non riuscivo a chiuderle. Mia madre voleva cavare gli occhi a mio padre e credo che se hanno mai una sola volta rischiato il divorzio fu quella. Da quell’episodio capii una cosa che mi è rimasta chiara per tutta la vita e cioè che se compi una qualunque azione, questa comporta una conseguenza di cui devi conoscerne la portata. Ero entrato nel mondo.
Poi a quei tempi ai ragazzini si regalava “Cuore” di Edmondo De Amicis. Era un libro pieno di valori che oggi giudichiamo nell’ambito della retorica. Eppure penso che una qualche influenza su di me quel libro l’ha avuta. Certo non aiutava i timidi ma poi a diciotto anni ho gettato la timidezza in qualche bar di San Lorenzo (quartiere di Roma).

Ma parlavo del mondo della scrittura…no del mondo in generale.

Ah ecco… il mondo della scrittura. Io questa storia la racconto spesso ridendoci sopra e anche se qualcuno magari la conosce già, forse vale la pena raccontare
Io ho iniziato tutto da una burla. Avevo partecipato la sera prima che iniziasse un week end di inizio estate di qualche anno fa, a una festa di quarantenni a Fregene.
Sconforto totale: panze e minigonne improbabili che ballavano Y.M.C.A. e tutta l’enciclopedia del riciclato sicuro post divorzio, post separazione, post incasinamento.
Il giorno dopo avevo solo voglia di prendere in giro certi stereotipi maschili e femminili e allo stesso tempo esprimere la mia disapprovazione totale per il pregiudizio in genere.
La spiaggia mi offriva il solito copione stantio e me ne restai sotto al patio della mia casa al mare a fumare sigari uno dietro l’altro. Avevo un PC e iniziai a scrivere una storia nella quale infilai tutto il campionario delle inconcludenze maschili e femminili, spacciando il prodotto per una storia erotica.
Agitai i personaggi mutuandoli dalla mia stessa vita e gli feci combinare un bel po’ di pasticci. Avevo in realtà il solo scopo di prendere a calci nel sedere l’ipocrisia del perbenismo e lo feci.
Sapevo che esisteva una nota piattaforma online che permetteva di pubblicare in maniera indipendente qualsiasi cosa e lo feci senza curarmi di editor, copertine, sinossi e altre menate simili.
Aspettai qualche giorno con la curiosità di leggere qualche commento e venne giù il mondo.
Quella storia di 260 pagine credo, buttata giù in un solo week end sfondò tutte le classifiche e finì per vendere copie persino in Giappone e in Egitto. Un numero impressionate per uno che a malapena conosceva il suo vicino di casa.
Da quel momento fui inondato di messaggi sulla mia pagina social da parte di lettori a cui avevo aperto la mente con quel libro e fatto vedere come la vita di ognuno è composta da di fili invisibili che costruiscono gabbie inesistenti dalle quali spesso ci manca la voglia o la forza di evadere.
Il successo di quel libro ha scosso le mie resistenze a scrivere in forma pubblica e ho continuato.

6) Cosa preferisci: discorso diretto, indiretto, entrambi?
Sono diretto come il treno ad alta velocità tra Roma e Firenze. Nella scrittura e nella vita non le mando a dire. Se mi piace una donna la fermo per strada e glielo dico. Se devo descrivere qualcosa, lo faccio usando un linguaggio chiaro e non interpretabile. Poi magari trovo il modo per dire cose sconvenienti usando a volte l’ironia a volte il cinismo in altre ancora so essere anche feroce se serve. Non mi piacciono le storie allusive né le persone che parlano in maniera leziosa.
Sono convinto che si può essere eleganti anche nel proferire un’offesa se questa è confezionata con parole che raggiungono lo scopo senza passare per la volgarità.

7) Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Se mi blocco non vado in depressione ma apro una bottiglia di vino buono che mi conserva un mio amico di Guadagnolo (Roma) e me la scolo insieme a qualche amico. A parte un blocco di quasi quattro anni dovuto alla fine di un libro che saccheggiò talmente tanto la mia vita privata da farmi odiare l’uso della tastiera anche per il lavoro, se mai dovessi ricapitarmi, festeggerei la cosa con non poco sollievo. Significa che avrò più tempo da dedicare alla mia campagna, ai miei animali, alle signore e al poligono.

8) Hai una beta reader per le tue storie?
Ma certo che sì. Ho tre amiche: Enrica, Elisa e Sabrina, con le quali ho una chat sulla quale ci ammazziamo di risate e ci prendiamo in giro H24, parlando anche dei problemi di tutti i giorni. Persone che questo mondo mi ha permesso di conoscere e alle quali non rinuncerei neanche se dovessi smettere di scrivere (cosa che probabilmente farò prima di finire in qualche RSA o in qualche sanatorio per malati di mente). A loro passo anche i messaggi che scrivo a mia madre per ricordarle di prendere la pillola per la pressione. Inevitabile che finisca che siano loro il mio primo test di lettura. Se mi dicono: sto capitolo è una ca@@ta, lo riscrivo perché è sicuro che lo è. Alla fine finisce che se una cosa non piace a loro non piace neanche a me. Sono arrivato al punto di usare di proposito la d eufonica anche in un libro di 500 pagine, solo per il gusto di dare fastidio a una di loro che salta sulla sedia come una tarantolata quando ne incontra una. Poi ovviamente le cancello ma la fatica di togliere due o tremila d eufoniche in un libro, vale il gusto e il piacere dello scherzo.

9) Il tuo libro preferito?
“La metamorfosi” di Franz Kafka, “Delitto e castigo” di 
Fëdor Dostoevskij e “Moana Pozzi. La santa peccatrice” di un tale che credo si chiami Pippo Russo, ma si poteva chiamare pure Pinco Pallino che io un libro su Moana Pozzi non lo avrei perso neanche se l’avesse scritto il Diavolo in persona.

10) Il primo libro letto?
Credo “Viaggio al centro della Terra” di Verne. Ma potrebbe essere anche “Oliver Twist” di Dickens o forse qualcosa di Salgari. Ma che ne so che ho letto come primo libro. Avevo cinque anni. Comunque roba scritta da gente geniale che ha avuto un effetto dopante. Il problema è smettere di leggere non quello di iniziare.

Grazie a Giordano per la chiacchierata