martedì 23 maggio 2017

Benvenuti nel nostro angolo:


Autrice: Emiliana Erriquez.
Titolo dell'opera: Non lasciarmi cadere.
Casa Editrice: Self
Genere: Narrativa Contemporanea 
Formato: Elettronico e cartaceo.
Prezzo: 1,99 ebook - 5,19 cartaceo. 


Sinossi:

Mentre passeggia nella sua amata campagna, una sera Lucia – giovane avvocatessa tornata nel Salento per difendere la propria terra - incontra Emilio, un appassionato agronomo che da anni aiuta suo nonno Nino a prendersi cura dei propri uliveti. Entrati subito in sintonia, i due giovani partecipano alle lotte contadine, animati dall'amore per la propria terra, dal bisogno di difendere le tradizioni e la cultura secolari. Fino a quando Emilio un giorno scopre il segreto di Lucia, continuando a restarle accanto nonostante i propri dubbi, a resistere a quelle emozioni contrastanti che sente nascere dentro, a consigliarla, a proteggerla come merita. 
La vita di Lucia, che sembra aver preso una direzione precisa, a un certo punto viene sconvolta in seguito al ritrovamento di alcune lettere del nonno, lettere che contengono una verità che rischia di travolgere tutte le sue certezze. Quella scoperta servirà a farle comprendere il valore di una vita spesa all'insegna del sacrificio, lasciandole addosso tutta l’amarezza dei rimpianti e delle rinunce a cui il nonno è andato incontro solo per il suo bene. Ma le regalerà anche il coraggio necessario a fare scelte ponderate per garantire alle persone che ama un futuro diverso.
Recensione:

Questa storia parla di Lucia giovane avvocatessa, smarrita e insicura, che torna a Salento, dove si sente sicura e protetta. Come tutte le città ha le sue tradizioni, tra cui la passione per la coltivazione, dove lei è stata cresciuta dal nonno, con cui ha un legame molto forte. Lucia incontra Emilio un agronomo, che lavora presso il nonno di Lucia. Emilio ama molto la sua terra, è una persona molto coraggiosa, audace e difende i cittadini facendo manifestazioni per evidenziare i loro diritti. Lucia inizia a sostenere la causa di Emilio, e grazie a lui dà un contributo in più per difendere la sua città e i suoi cittadini.
Lucia ha un segreto che non ha il coraggio di rivelare al nonno, perché ha paura di poterlo ferire. Ma il segreto non resta un mistero per tutti perché Emilio lo scopre, e nonostante la verità resta accanto a lei. Lucia non è l’unica ad avere scheletri nell'armadio, e senza aspettarselo scopre delle lettere di suo nonno scritte al suo antico amore.  Quella verità è troppo pesante da sopportare, ma capisce che suo nonno ha fatto tutto per la famiglia sacrificando la sua felicità.
Una bellissima storia di cui ho gustato ogni pagina con piacere e con voracità nel voler vedere come andava a finire. Emiliana Erriquez è stata una vera scoperta, descrivendo tutto con grande maestria e delicatezza. Ha avuto tatto nell'affrontare temi come la perdita e la rassegnazione. Lucia e il nonno sono rinchiusi nel loro dolore, ma con il passare del tempo entrambi si rendono conto che possono andare avanti che grazie ai ricordi il loro cari vivranno sempre dentro di loro.  In questa storia ho comprese anche l’amore per la propria terra, l’amore per la coltivazione dell’ulivo. Lucia è un personaggio forte e capace di affrontare tutte la situazione senza scappare, ma con i suoi momenti di fragilità. Ho amato anche il personaggio Emilio, un uomo con le sue sofferenze, ma nonostante tutto affronta la vita con molto serenità. Ho apprezzato il nonno di Lucia, una persona con un carattere chiuso, che non mostra quello che sente dentro, ma  ha sacrificato molte cose per amore di sua nipote. Una storia a tratti malinconica, ma molto dolce.

Una lettura che consiglio assolutamente. 


Estratto dell'opera:


"La mia vita era stata tutt'altro che semplice, segnata da una tragedia inspiegabile che aveva rischiato di destabilizzarmi. E se questo non era accaduto il merito era tutto di nonno Nino, della sua caparbia generosità, del suo affetto rude, ma immancabile, della sua infaticabile energia e delle sue grosse risate, che seguivano a una bella bevuta di vino ogni sera. “Nonno, perché ridi, nonno?” gli chiedevo quando ancora non riuscivo a capire da dove arrivasse tutta la sua allegria. Lui si fermava, gli occhi lucidi di ubriachezza quasi raggiunta, e in un lampo di lucidità diceva: “Perché la vita è bella, comunque, Lucì. Io e te siamo vivi e dobbiamo ringraziare Dio per questo”.


Letizia Romano

lunedì 22 maggio 2017

Segnalazione:

Autrice: Valentina Luberto.
Titolo dell'opera: L'amore è miope.
Casa Editrice: PubGold.
Genere:Commedia.

Sinossi:

L’amore è miope è una raccolta di scritti accomunati dalla rappresentazione della mancanza di aderenza tra realtà e desiderio che caratterizza l’amore, soprattutto durante l’infatuazione. Attraverso dodici storie, popolate da buffi e grotteschi personaggi, l’Autrice racconta, con ironia e vivacità, uno spaccato del mondo che si cela oltre gli occhiali di un miope amoroso. Occhiali tenuti rigorosamente nel taschino! Una lettura brillante e leggera per sorridere su ciò che fa tribolare il cuore o che lo fa esplodere di gioia
.
Presentazione dell'opera descritta dall'autrice:

"L'amore è miope", Pub Gold Edizioni, è la mia seconda pubblicazione.
È una raccolta di 12 brevi storie in cui ho cercato, servendomi di personaggi buffi e a tratti grotteschi, di sorridere simpaticamente e raccontate il periodo dell'infatuazione, quando anche il più improbabile oggetto dei nostri desideri sembra l'amore della nostra vita, anche quando è chiaro non possa essere così.
Alla fine del libro c'è  una sezione, da me ideata e realizzata, che ho chiamato "Misuratore di miopia amorosa" composta da una serie di spazi bianchi da riempire, rispondendo ad alcuni spunti, pensando all'amore del momento o a un grande amore del passato, per poi determinare il proprio grado di miopia amorosa.
È  un modo che ho trovato per rendere protagonista il lettore che, dopo aver letto le strampalate storie del libro e aver riempito gli spazi del "Musuratore di miopia amorosa", potrà stabilire, simpaticamente, se il suo sia o sia stato un amore miope oppure non abbia bisogno di inforcare gli occhiali perché ci vede benissimo.
Spero che questa lettura sia motivo di sorrisi e contribuisca a rendere piacevole il tempo della sua lettura.


Biografia:

Ho iniziato a scrivere quello che non riuscivo a disegnare e a disegnare un giorno in cui non ho trovato le parole. Sono continuamente alla ricerca di nuovi canali per esprimere la mia creatività e ho la consapevolezza che, per quanti ne troverò, ce ne sarà qualcuno che avrò perso o che non riuscirò a scoprire. L’esigenza di continua ricerca mi accompagna da sempre, dagli studi in filosofia, alla curiosità per l’arte e per la comunicazione visiva. Ricerco ciò che si cela oltre il visibile, probabilmente è per questo che anche nella scrittura spesso rappresento il tratto surreale, mi piace pensare che oltre ciò che vedo si nascondano tante inaspettate possibilità. Ho una forte attrazione verso l’animo umano e provo una profonda tenerezza per i personaggi buffi. Il mio desiderio più grande è che chi visiti il mio mondo riconosca, in ciò che lo anima, qualcosa che gli appartenga nonostante gli sembri, a prima vista, distante da sé. 

Approfondimenti:

In bilico. Storie di animali terrestri, Musicaos Editore [coautrice].
Sghembestorie, Lettere Animate Editore.
Cuore confuso al cioccolato fuso, Lettere Animate Editore [racconto breve].

Maria Capasso


martedì 16 maggio 2017

Segnalazione:

Titolo: LE REGOLE DI HIBIKI 
Autore: Cristiano Pedrini
Genere: Narrativa
Numero di pagine :  242
Pubblicato con FDbook – collana “Auto da fe”


Sinossi:

Hibiki vive a Londra, ha diciotto anni, una vita difficile alle spalle e Owen, il suo fratellino dodicenne e malato di cui prendersi cura.
Da quando è morta la loro madre e sono rimasti soli il compito del fratello maggiore è di occuparsi della casa e delle loro vite e per questo si prostituisce, almeno fino a quando Owen non lo prega di smettere. È così che troverà lavoro come fattorino per un grande studio dove conoscerà Chris, uno dei più grandi avvocati di Londra, ricco e importante uomo d’affari che sembra irraggiungibile, ma che al tempo stesso pare subito interessato a quello sfacciato, ragazzino che tiene sempre la testa alta e non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.


BREVE ESTRATTO dal capitolo I
Il giovane si appoggiò al bancone della reception porgendo un timido saluto che l’addetto, nella sua elegante divisa color porpora, contraccambiò sorridendogli.
Ormai quest’ultimo conosceva bene quel ragazzo dall’aspetto sciatto che, periodicamente, entrava nella hall dell’elegante albergo, per raggiungere la suite presidenziale.
«È già arrivato… mi ha pregato di dirti di salire subito» gli disse indicando gli ascensori.
Il ragazzo annuì. Infilò le mani nelle tasche dei jeans e raggiunse l’ascensore attraversando l’immenso atrio, a quell’ora praticamente deserto. Difficilmente in altri orari sarebbe potuto passare inosservato dinnanzi al via vai di clienti facoltosi: l’avrebbero sicuramente squadrato dall’alto in basso.
Ora invece sapeva che non avrebbe incontrato nessuno e, quando le porte della cabina si aprirono davanti ai suoi occhi, si vide riflesso nello specchio che ricopriva la parete interna dell’ascensore.
Varcò la soglia pigiando distrattamente il pulsante dell’ultimo piano.
Mentre sentiva la cabina salire speditamente, rimase con lo sguardo fisso sulla sua immagine. Si passò le mani tra i capelli corvini che gli coprivano parte della fronte, evidenziando i suoi occhi verdi. Quella tonalità così insolita, simile al colore degli smeraldi più puri. La gemma  amata fin dai tempi di Cleopatra e che l’antica sovrana d’Egitto adorava. Una storia che sua madre, da sempre
appassionata di quel periodo storico, gli aveva raccontato più volte. Non gli bastava averlo chiamato con quel nome assurdo, pensò il ragazzo sorridendo al ricordo, aveva rincarato la dose con quel nomignolo… Hibi Green… che ripeteva in continuazione, davanti a parenti o a perfetti sconosciuti. Forse molti dei suoi complessi infantili derivavano proprio da quel tipo di atteggiamenti, che in
qualche modo aveva involontariamente subito.
Si massaggiò il viso, toccandosi gli sparuti peli della barba… non se la faceva da quasi due settimane anche se, dopotutto, non aveva notato poi molta differenza rispetto a quando si radeva quotidianamente.
Quando le porte si riaprirono si voltò velocemente, avviandosi attraverso il lungo corridoio che portava alla suite. Lo percorse meccanicamente: era un tragitto che aveva imparato a memoria, immerso nella quiete della sera. Ormai conosceva ogni particolare del disegno che ornava la lunga passatoia di color avorio che lo stava accompagnando a destinazione.
Si arrestò davanti alla doppia porta, racchiusa in un pesante ed elaborato stipite di gesso bianco. Bussò tre volte ed entrò senza attendere alcuna risposta, come era abituato a fare.
La suite era deserta, illuminata soffusamente dalle lampade poste su alcuni tavolinetti di radica, che infondevano un senso di discrezione e al tempo stesso di opacità e di immaterialità a quell’ambiente sfarzoso. Un appartamento da quattrocento sterline a notte. Il suo amico si era trattato sempre bene e non aveva mai voluto cambiare il luogo dell’appuntamento.
Oltrepassò il largo tappeto persiano che ricopriva gran parte del pavimento di marmo, fino a raggiungere il letto a baldacchino. Si sedette sul fondo in attesa, incrociando le braccia.
Non era certo la prima volta che si trovava in quel luogo, tuttavia il suo disagio era sempre lo stesso che aveva avvertito fin dall’inizio. Sentiva il suo cuore battere sempre più velocemente sapendo che, in fondo, essere in quella stanza lo faceva sentire sporco.
Sporco non tanto verso se stesso quanto verso colui che, per l’ennesima volta, aveva ingannato per ritrovarsi lì.
All’improvviso qualcosa gli chiuse gli occhi, gettandolo nell’oscurità.
«Bentornato piccolo Hibiki» sussurrò una voce che conosceva bene, così come il profumo amaro emanato da quelle mani, che non ebbe esitazioni a riconoscere.
Il ragazzo prese i palmi dell’individuo dal suo viso, e li abbassò. Si voltò lentamente replicando: «Ti piacciono sempre le entrate a effetto…» osservò sollevando il sopracciglio, iniziando a sfilarsi la giacca di panno.
«Oggi sei più imbronciato del solito, tesoro… dai, mostrami il tuo bel sorriso» lo pregò l’uomo, mettendosi di fronte a lui.
Hibiki sollevò lo sguardo guardandolo divertito.
Conosceva Gregory Hewitt da tre mesi e per tutto questo tempo, nonostante i loro incontri, non aveva ancora imparato ad accettare il semplice fatto che a lui, di sorridere o di mostrarsi accondiscendente, non gliene importava nulla.
A quell’uomo interessava qualcuno da accarezzare, da stringere a sé e da possedere per riempire qualche ora delle sue notti solitarie. In cambio otteneva quello che gli era necessario per andare avanti, nient’altro.
«Toccami, fai quello che vuoi… – gli aveva detto Hibiki al loro primo incontro – ma non credere di
poterti innamorare di me… ed evita di perdere tempo a farmi stupidi regalini; io non sono un animaletto da compagnia» aveva replicato con quel tono sprezzante che aveva sbalordito Gregory, facendogli provare da subito un’incredibile attrazione per quel ragazzino che poteva permettersi di sbattergli in faccia le sue condizioni.
E da subito lo volle accontentare.
Si sedette sulla poltrona del salotto antistante il letto.
Si sciolse il nodo della cravatta e dopo essersi versato uno sherry, con dell’abbondante ghiaccio, si rivolse al suo ospite: «Bene, come desideri, allora spogliati…»
Hibiki non replicò. Si avvicinò, restando dinnanzi a lui, su quell’immenso tappeto dai toni scarlatti. Fece scorrere le sue mani lungo la maglietta tarlata sul bordo inferiore, sollevandola fino a levarsela.
La lasciò cadere ai suoi piedi prima di togliersi le scarpe Converse, un tempo di colore bianco, facendo pressione sui talloni. Anch’esse finirono a poca distanza dalla t-shirt.
Gregory, sorseggiando dal bicchiere, non riusciva a distogliere lo sguardo da quel corpo ancora acerbo, ma che era in grado di attrarre e sedurre chiunque restasse a fissare quella carnagione fresca, dello stesso colore del latte, pura e mai profanata. Sapeva che per quel ragazzo, da pochi mesi maggiorenne, era la prima volta da solo con un uomo ricevendo quel genere di attenzioni, tuttavia
si era presentato come il più navigato e sicuro dei ragazzi da compagnia, come aveva sentito soprannominarli nell'ambiente.
«Prosegui…» gli ordinò l’uomo passandosi le mani tra i capelli castani, aspettando che le mani del ragazzo si animassero e si muovessero di nuovo, raggiungendo la zip dei jeans.
Slacciò l’unico bottone e lasciò che l’indumento scendesse da solo, lentamente, fino ai suoi piedi, rimanendo immobile per diversi attimi che a Gregory parvero interminabili, assorto com'era nel rimirare quelle gambe snelle e prive di muscoli ma al contempo armoniose e degne di essere avvolte in un lungo e appassionato massaggio.
Attese che il ragazzo le alzasse di poco, oltrepassando gli abiti rimasti sul tappeto, e quando lo vide avvicinarsi alzò la mano, intimandogli di rimanere dov'era.
«Voltati…»
«Sei uno di quelli a cui piace solo guardare?» sussurrò il ragazzo ubbidendo alla richiesta.
«Ora unisci le tue mani, portandole dietro la nuca» si sentì ordinare.
«Come desideri» replicò Hibiki.



CONTATTI &AUTORE


Maria Capasso

Segnalazione

Titolo: Mistral - Tra la vita e la morte
Autrice: Martina Koaluch Alice
Editore: Self publish KDP Amazon
Data pubblicazione: 15 maggio 2017
Formato digitale 2,99 €
Formato cartaceo: 11,99 €
Genere: Fantasy/Urban fantasy




Sinossi.
Ci vuole coraggio per rifiutare una seconda opportunità.

Eve si risveglia improvvisamente lontana da casa, senza memoria di sé o delle persone che le stanno attorno. È sola e nessuno sembra poterla vedere. Nessuno eccetto lui, il ragazzo dagli occhi di ghiaccio del quale pare ricordarsi vagamente. È sicura però che non si sono mai visti prima, quindi come spiegherà l’incredibile forza magnetica che quasi la spinge verso di lui?
Tra la confusione scatenata dalle emozioni e dalla memoria persa, si ritroverà a scoprire cose che la sconvolgeranno nel profondo, portandola a fare una scelta che nessuno prima di lei aveva preso in considerazione.


Estratti.


Dal capitolo 1: Senza nome

«Sì che te lo ricordi. È l’unica cosa che sai. Il nostro nome ci entra dentro fin dalla nascita, spinto dall’amore di coloro che ce lo donano. Il nostro nome è molto importante, il nostro nome significa essere amati» le spiegò con tono serio, mettendo molta enfasi sulle parole.
La ragazza distolse lo sguardo e pensò a se stessa. Il nome significava essere amati... lei era amata? Era mai stata amata? , le suggerì il suo cuore, che in quel momento inviò un nuovo ricordo alla mente, così improvviso che lo espose ad alta voce.
«Eve» sussurrò al vento. Una parola a malapena udibile, ma che lui capì comunque.
«Eve» ripeté piano, facendole partire un brivido dalla nuca. Sentire che la chiamava in quel modo la rendeva strana. Era qualcosa che non riusciva a capire nemmeno lei.
«Il tuo qual è?» chiese, entusiasta di essersi ricordata almeno di quella cosa importante.
Il ragazzo piantò improvvisamente lo sguardo nel suo e si sentì come impossibilitata a qualsiasi movimento. Di nuovo, la solitudine e la sofferenza riaffiorarono per un attimo, dandole la possibilità di poterle scorgere prima che lui riuscisse a ricacciarle indietro. «Io non ho un nome» le disse duramente, per poi battere le palpebre e distogliere lo sguardo, segno che non voleva altre domande sull’argomento.


Dal capitolo 6: Avorio scarlatto

La ragazza allungò una mano per aiutarlo e il suo battito crebbe d’intensità nel momento in cui iniziò a scostare i lembi del tessuto di cotone dal suo addome. Avel contribuì per quel che poteva mentre le dita di lei scorrevano piano sulla sua pelle, creando tante scie infuocate che entrambi sentivano ma cercavano di ignorare. Il mondo stava prendendo pieghe che la sorprendevano continuamente, quindi si domandò se anche quello fosse normale, nello stato di Mistral in cui era capitata.
Nella penombra della stanza, il torace biancastro del ragazzo risaltava come fosse dotato di luce propria. Eve non poté fare a meno che incantare i suoi occhi sui muscoli perfetti e ben definiti, scorrendo lo sguardo prima sull’addome d’avorio che era definito da un ombelico piccolo, e poi sul torace, che era solcato all’altezza del collo da una profonda ferita.


Dal capitolo 9: Corsa di libertà

Presto si scordò della paura e non fece altro che godersi l’aria che le frustava contro il viso e la faceva svolazzare i capelli. Si sentì libera e sicura. Era questo che provava Avel quando assumeva la sua Vera Forma? Sarebbe stato fantastico sentirlo sulla propria pelle... o sulla propria pelliccia. Trasformarsi però significava pericolo e, sebbene lei credesse molto in se stessa e nelle sue capacità, aveva paura di non poter essere all’altezza. Se c’era una cosa che aveva imparato dalle parole di Avel, era che le ombre potevano rivelarsi un nemico molto potente, e non bisognava sottovalutarle.



Martina K. Alice

Nasce in una calda notte di giugno a Roma. Al contrario di molti altri autori, scopre la sua passione per la scrittura solo all'età di sedici anni quando, finite le preparazioni agli esami di terzo superiore e dovendo aspettare gli altri, per noia inizia ad abbozzare i primi capitoli di una storia inventata da lei già da tanto. Quella storia avrebbe poi preso il nome di "The Dark Side of the Moon".
Per forza di cose viene a conoscenza di EFP e, successivamente, Wattpad, social nel quale inizia a sviluppare una passione verso la grafica. Inizia così a scrivere una nuova storia, tralasciando quella vecchia in quanto un po' acerba. Nasce subito The Changers, saga che impara ad amare, alla quale dona tutta se stessa.


Ora sta programmando l’uscita del secondo volume della saga, ma, per non fare aspettare i lettori troppo a lungo, ha provato a cimentarsi nella stesura di un urban fantasy tutto nuovo, Mistral - Tra la vita e la morte.



Maria Capasso

mercoledì 26 aprile 2017

Buon pomeriggio. 


Abbia letto e recensito una nuova storia che consigliamo vivamente. 

Scheda libro: 

Autrice: Clara Bensen.
Titolo dell'opera: Io viaggio leggera. Un racconto minimalista di amore e viaggi.
Casa editrice: Rizzoli.
Anno edizione: 2016
Pagine: 271. 
  • EAN: 9788817087728.

Sinossi:

Clara Bensen si è appena ripresa da un periodo di crisi, da un crollo emotivo ed esistenziale, quando decide, quasi per scherzo, di iscriversi a un sito di incontri online. Dopo qualche tentativo andato male, conosce Jeff, professore universitario, divorziato, una figlia, ma soprattutto un concentrato di energia. Si frequentano da pochissimo quando lui le propone di partire: tre settimane insieme in giro per l’Europa, da Istanbul a Londra passando per Grecia, Ungheria ed ex Jugoslavia. Tutto senza bagagli, solo i vestiti che indossano, uno spazzolino, il cellulare. E niente prenotazioni in hotel, niente piani, niente itinerari prestabiliti. Tra tazze di tè sulle sponde del Bosforo, divani messi a disposizione da sconosciuti, albe tra le rovine di antichissime città greche e bagni termali nelle eleganti piscine dell’Hotel Gellért di Budapest, questo viaggio è per Clara e Jeff un esperimento bizzarro nel tentativo di rispondere a domande importanti: può un sentimento esistere, e resistere, senza vincoli? È possibile amarsi al di là delle etichette? E soprattutto, quando iniziamo una storia d’amore, possiamo lasciarci alle spalle il nostro bagaglio di esperienze? Memoir di viaggio, racconto d’amore e scoperta di sé si intrecciano e si fondono in un esordio brillante, sorprendente e ironico.

Recensione:

Un avvincente racconto di viaggi e d'amore e riconquista di se stessi, mettendo da parte ogni programma e vivendo alla giornata. 
Clara è una ragazza dal passato complicato e infelice, e, improvvisamente arriva Jeff nella sua vita e nulla sarà come prima. L'ultima frase sembra una frase fatta, ma in questo caso è appropriata. Clara si lascerà sconvolgere dal bizzarro professore di scienze e il suo viaggio senza bagagli e senza programmi.
Ho amato il personaggio Jeff in modo incredibile ( a parte la sua pigrizia per quanto riguarda l'igiene xD), perché è un personaggio diretto e vero, senza promesse e frasi stucchevoli. Mette in subbuglio la vita di Clara, la sprona, la spinge nell'avventura, facendole toccare con mano ciò che è davvero essenziale e di quante cose compriamo e conserviamo solo per puro capriccio estetico. 
Le vicende di ogni viaggio vanno lette e gustate, quindi non rilevo neppure una minima parte di questa grande e bellissima avventura, che una volta giunti alla fine, Clara e Jeff vi mancheranno. 
Lo stile di scrittura è fresco, in modo da rendere la lettura scorrevole (io l'ho divorato in due oggi), e piacevole. 
La storia non è altro che memoir che la Bensen ha scritto su un blog, per poi diventare un libro di grande successo.
Lo consiglio vivamente. 

Maria Capasso

Ecco alcune foto della loro avventura:













martedì 11 aprile 2017

Buon pomeriggio.

Oggi vi segnaliamo un romanzo ambientato nella romantica Roma, scritto da Diego Galdino, edito dalla Sperling & Kupfer, in uscita il 18 aprile. 

Scheda autore:

Diego Galdino(classe 1971) vive a Roma e ogni mattina si alza alle cinque per aprire il suo bar in centro, dove tutti i giorni saluta i clienti con i caffè più fantasiosi della città. Con Sperling & Kupfer ha pubblicato il suo romanzo d'esordio, Il primo caffè del mattino(di cui sono stati venduti anche i diritti cinematografi  ci), e Mi arrivi come da un sogno, Vorrei che l'amore avesse i tuoi occhi. I suoi libri sono tradotti in diverse lingue, riscontrando una grande successo, affermandosi come una delle penne italiane più romantiche del momento.  

Vi salutiamo con un piccolo estratto:

"Sono solo un uomo, confuso e senza grandi certezze, ma chi non lo è? E chi le ha? Non so ancora niente dell’amore, della vita, non so ancora niente di te amore mio. Come potrei saperlo se ancora non li ho mai vissuti, se ancora non ti ho vissuto. Ma una cosa la so, ed è una certezza come il sentimento che mi lega a te. Mi manchi da star male… E non c’è bisogno di scoprire il perché, amo te Peach… Solo te..."

Maria Capasso

lunedì 10 aprile 2017

Buon pomeriggio, abbiamo letto per voi La donna dai capelli rossi, Orhan  Pamuk.

Scheda libro:   
Titolo dell'opera: La donna dai capelli rossi.
Autore: Orhan Pamuk .
Editore: Einaudi.
Anno edizione: 2017
Pagine: 272 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806232115

Sinossi: 

Cem era un liceale nella Istanbul di metà anni Ottanta come tanti altri quando suo padre farmacista viene arrestato dal governo e torturato dalla polizia a causa delle sue frequentazioni politiche. Non farà mai più ritorno a casa. Per aiutare la madre Cem andrà a lavorare in una libreria: è qui, tra i romanzi e gli scrittori che vengono a trovare il padrone della libreria, che Cem inizierà a sognare di diventare uno scrittore. Rimarrà sempre con questo desiderio, con questa fame di storie, anche se la vita ha in serbo altro per lui: quando la libreria chiude, Cem diventa l'apprendista di mastro Mahmut, un costruttore di pozzi. Tra maestro e allievo si stabilisce un legame profondo, e il ragazzo sente di aver trovato in Mahmut quel padre che da lungo tempo ha perso. Mahmut e la sua ditta hanno un nuovo incarico: scavare un pozzo in un paese nei dintorni di Istanbul. Ed è li che Cem incontrerà l'attrice dai capelli rossi. Inizierà a spiarla mentre è in scena, indifferente alla tragedia a cui sta assistendo, concentrato solo su di lei, e poi nella casa dove vive col marito, per strada. Fino a quando l'ossessione erotica per questa donna più grande di lui si trasformerà in un'unica, folle, indimenticabile notte di sesso. Cem non potrebbe essere più felice: non sa che la sua vita cambierà per sempre e che il destino ha già iniziato a tessere la sua complicata, crudelissima, imprevedibile trama.

Recensione: 

La donna dai capelli rossi è un romanzo d'amore e gelosia, sulle passioni dei padri e i tradimenti dei figli e degli abbandoni. 
Clem, giovane ragazzo con tanti sogni e tanta voglia di realizzarsi, nonostante l'abbandono del padre e l'esagerata protezione della madre. 
Per aiutare la madre Cem andrà a lavorare in una libreria: è qui, tra i romanzi e gli scrittori che vengono a trovare il padrone della libreria, che Cem inizierà a sognare di diventare uno scrittore. Rimarrà sempre con questo desiderio, con questa fame di storie, anche se la vita ha in serbo altro per lui: quando la libreria chiude, Cem, anche se la madre è contraria, diventa l'apprendista di mastro Mahmut, un costruttore di pozzi. Tra maestro e allievo si stabilisce un legame profondo, e il ragazzo sente di aver trovato in lui quel padre che da lungo tempo ha perso. Mahmut e la sua ditta hanno un nuovo incarico: scavare un pozzo in un paese nei dintorni di Istanbul. Lì, in una delle sere in cui lui e Mahmut  escono dopo il lavoro, Clem incontrerà la donna dai capelli rossi e rimarrà folgorato dal suo fascino. Giorno per giorno il suo interessamento per la donna diventerà ossessione, che lo condurrà nel mondo della donna.
Quali conseguenze avverranno dopo il fatidico incontro? 
Pamuk ha scritto un romanzo forte, che ci conduce nelle tradizioni e nel pensiero di Istanbul e di passati che si intrecciano e futuri che si scontrano, linee di pensiero di occidente e oriente,  con uno stile chiaro e linguaggio articolato.  
Un romanzo sul rancore, sul rapporto di padre e figlio, con collegamenti con la  l'Edipo Re di Sofocle con il Rostam e Sohrab di Ferdowsi.
Un libro da non perdere, con un finale impressionante!

Maria Capasso